La targa dedicata… agli automobilisti

“Se nessuno avrà mai il coraggio di dichiararsi contrario alle idee del nazismo, non cambierà nulla!” È un pensiero di Josef Mayr-Nusser, che si trova sulla targa bilingue, apposta il 24 febbraio 2010, a 65 anni dalla sua morte, all’ingresso del parcheggio di Piazza Verdi. La targa potrebbe considerarsi anche una sensibilizzazione nei confronti delle migliaia di automobilisti che utilizzano tale parcheggio. Josef Mayr-Nusser, nato ai Piani di Bolzano il 27 dicembre 1910, membro dell’Azione Cattolica di Bolzano e dell’Andreas-Hofer-Bund, il gruppo sudtirolese di resistenza al fascismo e al nazionalsocialismo, la contrarietà al nazismo la dimostrò il 4 ottobre 1944 a Konitz, rifiutando, per motivi di coscienza, di giurare alle SS; fu processato e condannato a morte. Avviato su un treno merci verso il campo di sterminio di Dachau, morì durante il viaggio il 24 febbraio 1945 a Erlangen. Josef Mayr-Nusser, al quale è intitolata la via accanto al parcheggio, viene ricordato anche dalla targa apposta il 24 febbraio 2015, a 70 anni dalla morte, all’ingresso della casa natale, nonché, dal 17 marzo 2017, da uno degli alberi della Collina dei Saggi in zona Firmian.

L’inaugurazione della targa, avvenuta nel 2010

Si spera che gli utenti del parcheggio trovino il tempo per un breve silenzioso omaggio a chi diede la vita per non tradire la propria coscienza. Il martire, è vero, morì per aver rifiutato un certo giuramento. Ma, pensando ai rischi che corrono tante persone in merito a un certo uso dell’automobile, forse lo stesso Mayr-Nusser, cittadino onorario di Bolzano dal 2010, non sarebbe contrario ad altro tipo di giuramento, anzi invita a farlo. Quale giuramento si dovrebbe fare e a chi? Ce ne sono molte, nel mondo, di automobili, se ne contano un miliardo e duecento milioni; saranno due miliardi nel 2035 (siamo su buona o cattiva strada?). Si tratta del giuramento a se stessi, da parte di coloro che guidano un automezzo, di essere prudenti, nel rispetto della vita, quella propria e quella altrui.

Autore: Leone Sticcotti