In zona aeroporto si trova una via minore, ma ugualmente importante perché dedicata a un grande dell’arte, il pittore incisore germanico Albrecht Dürer. Nato a Norimberga il 21 maggio 1471, sin da ragazzo si rivelò dotato di talento; imparò tra l’altro le tecniche di incisione sui metalli; in tale arte divenne famoso, lasciando circa 350 incisioni e xilografie. Si addestrò poi nell’incisione in legno, in acquarello e pittura ad olio. Dal 1490 viaggiò, per approfondire le conoscenze, prima al nord poi al sud. Nel 1494 tornò a Norimberga, dove il 14 luglio sposò Agnes Frey, figlia di un orafo; non ebbero figli. Risalgono all’estate 1494 diverse pitture ad acquarello raffiguranti i dintorni della città natale. Scoppiata anche a Norimberga l’epidemia di peste, Dürer partì per Venezia: sono del periodo veneziano i disegni di soggetto mitologico. Nel viaggio di rientro nel 1495 toccò, oltre al lago di Garda, varie località (Arco, Trento, Val di Cembra, Segonzano, Chiusa all’Isarco), tutto documentato da acquarelli. Il percorso è tuttora noto come “il sentiero del Dürer”. Nella primavera 1495 tornò a Norimberga, dove in propria bottega riprese l’attività di xilografo e calcografo. Nel 1496 il principe elettore Federico di Sassonia (1463-1525), detto “Il Saggio”, gli commissionò diverse opere. Nell’estate 1505 Dürer ritornò a Venezia, dove, oltre alla pala d’altare della chiesa di San Bsrtolomeo, a Rialto, eseguì numerosi ritratti, disegni, il quadro “Gesù tra i dottori”. Dopo il 1511 Dürer abbandonò la xilografia per dedicarsi alla calcografia, le incisioni in rame. Dal 1512 al 1519 fu a servizio dell’imperatore Massimiliano I d’Asburgo; alla sua morte attendeva di esser ricevuto dal successore, Carlo V; recatosi a Bruges e a Gand si spinse fino in Zelanda, dove fu colpito dalla malaria; Albrecht Dürer morì il 6 aprile 1528 nella propria casa di Norimberga.
Autore: Leone Sticcotti