Laudes e la venerazione di san Leonardo

Insolito e quanto mai suggestivo appare il gioco di arcate che fanno da base all’edificio sacro e che dal corpo di fabbrica ridiscendono, a scaricare il sistema delle spinte e controspinte, tipico dell’architettura gotica, fin sulla carreggiata creando oggi una sorta di galleria. 

Questa è solo una delle caratteristiche di spicco della chiesa di San Leonardo di Laudes che per più motivi merita d’essere conosciuta. Laudes si trova in val Venosta all’imbocco della val Monastero. Si tratta di un edificio che subì ampliamenti e rifacimenti al punto da presentare una pianta ed un alzato assai compositi. Fu infatti ricostruita nel 1408, quando vi si aggiunse anche l’imponente torre campanaria. Dopo le devastazioni dovute alla guerra d’Engadina fu ristrutturata nel 1505. I fori delle finestre e delle porte nonché le arcate sembrano sottolineare con le loro forme diversificate la successione delle epoche stilistiche intervenute. L’edificio, che racchiude una chiesa doppia costituita dalla cappella e dalla cripta, fungeva anche da chiusa sull’importante nodo viario Resia-Malles-Tubre, riuscendo a creare un vero e proprio sbarramento di controllo.

La scelta del patrocino può essere giustificata col fatto che il santo è molto venerato in tutte le regioni germanofone e soprattutto in area bavarese e tirolese. Il culto di San Leonardo data all’XI secolo e nelle zone teutoniche fu diffuso dalla predicazione degli ordini cistercensi. 

San Leonardo è considerato in Tirolo il più grande protettore del bestiame e dei cavalli: in molte zone si conserva ancora la tradizione della cavalcata di San Leonardo che termina con l’offerta di ferri di cavallo e di catene, in altre durante la festa vengono benedetti i cavalli.

La raffigurazione della leggenda del santo patrono si sviluppa nei riquadri affrescati sulla parete meridionale dal pittore Hans Jakob Greiter e dalla sua bottega nel 1609. Al centro della raffigurazione spicca san Leonardo con il saio e le catene in mano, simbolo del tempo che egli dedicava ai carcerati. Nei riquadri della composizione appaiono sei episodi della sua vita e della sua opera: il soggiorno di Leonardo con Lifardo in un monastero nei pressi di Orleans, Leonardo salva la regina nella casa di caccia, la costruzione del convento di Noblat e l’arrivo periodico di carcerati e così via. I riquadri terminano in basso con una tenda dipinta illusionisticamente. Gli affreschi sono stati restaurati insieme all’altare fra il 1984 e il 1986. 

All’esterno, in una nicchia vicino all’ingresso alla piccola cripta, è raffigurato san Cristoforo, ma si conserva solo la parte alta dell’immagine mentre dalla cintola in giù l’intonaco è caduto. L’opera non può che essere il prodotto di un artigiano minore viste le sproporzioni e le piccole e grandi ingenuità e i veri e propri errori come il braccio sinistro del Bambin Gesù che pare non aver collegamento col resto della corporatura. 

Autrice: Rosanna Pruccoli