La “svendita” di Anterivo

Narra la storia che nell’anno 1321 il duca Enrico di Carinzia e Tirolo, re di Boemia grazie alla consorte, unico figlio sopravvissuto del potentissimo e ingordo “inventore” del Tirolo Mainardo II e, pure, padre dell’ultima “regina” del Tirolo indipendente Margarethe Maultasch, all’epoca dominus della Val di Fiemme “rubata” dal padre al vescovado trentino, conferì a tale Gottschalk di Bolzano il diritto di insediare ad Antereu, l’odierna Altrei / Anterivo nella bassa Val di Fiemme, inter Cauerlon et Castel, 10 nuovi masi.

Gottschalk, figlio illegittimo di tale Margaretha Knoger, acquistato a Bolzano e “liberato” da Mainardo, fu vita natural durante l’uomo di fiducia dello stesso regnante tirolese e dei suoi successori. Già dopo la conquista di Bolzano ai danni del vescovo di Trento Enrico nel 1277, Mainardo gli aveva affidato il semidistrutto Castel Roncolo. Il buon Gottschalk, titolare per  ben 37 anni della giurisdizione di Enn-Caldiff (Egna), chiamò, a quanto risulta, 10 famiglie contadine dal Tirolo del Nord e assegnò loro dei lotti di terreno di ca. 15 ettari da disboscare e coltivare.

Al contrario di Gottschalk, uomo avveduto che accumulò grandi ricchezze, Enrico fu un personaggio a dir poco controverso, incline al gioco e alla bella vita più che alle conquiste belliche, indebitato fino al collo tanto che spesso veniva fermato per strada dai creditori imbufaliti o era costretto a chiedere denaro in prestito ai suoi stessi servitori. Nel 1314 era stato convinto, come promesso dal padre sul letto di morte, a restituire l’amata Val di Fiemme al vescovo di Trento ma riuscì comunque a sdebitarsi con il fedele servitore della sua famiglia, che probabilmente aveva foraggiato i suoi vizi, con l’omaggio dei territorio allora boschivo e disabitato di Antereu. 

Qualche secolo più tardi, nel 1778, dopo molte vicissitudini, diatribe e contestazioni, Anterivo, aggregato alla giurisdizione tirolese di Enn-Caldiff dei conti Zenobio, fu oggetto di un controverso scambio “alla pari” con una insignificante località dell’alta Val di Cembra e, a quanto si disse, il paese di Termeno nella valle dell’Adige tra Maria Teresa d’Asburgo e il vescovado trentino. In realtà, Termeno, di cui si apprezzava soprattutto lo speziato vino, era stato acquisito dagli Asburgo l’anno prima in cambio di Castello, sempre in Val di Fiemme, ma i regnanti viennesi preferirono far credere agli irascibili abitanti di Anterivo, che parlarono esplicitamente di “Kuhhandel” (commercio delle vacche),  di essere stati sacrificati per ottenere in cambio il prestigioso paese vinicolo della Bassa Atesina. In realtà, come detto, ci si voleva sbarazzare una volta per sempre degli scomodi e privilegiati Altreier (che tra l’altro non pagavano tasse), e l’oggetto dello scambio fu un paesino marginale della Val di Cembra, Grumesio, oggi Grumes. In tal modo Altrei divenne Anterivo e fu unito, con la sua popolazione in grande maggioranza di lingua tedesca, alla giurisdizione di Cavalese. Il paese, sottoposto ai conti Zenobio, contrarissimi alla cessione del loro gioiello, come in precedenza la vicina Trodena, passò dunque dal “Deutschtirol” al “Welschtirol” direttamente amministrato dai vescovi di Trento, che realizzarono il sogno covato da secoli di possedere l’intera Val di Fiemme. Da un punto di vista ecclesiastico, fin dalle origini Anterivo faceva parte del distretto di Cavalese. 

Poiché lo scambio sembrava impari e gli abitanti di Anterivo si sentivano traditi e sminuiti dalla “svendita” avvenuta a loro insaputa e contro la loro volontà, il vescovo di Tento Thun donò a Maria Teresa anche la giurisdizione di Levico in Valsugana. Per tranquillizzare la popolazione, fu concesso al paese di Anterivo il diritto di caccia e pesca (nell’Avisio) che divenne fonte di introiti secondari dato che spesso venne ceduto in affitto. Qualche decennio dopo Napoleone sconvolse nuovamente l’assetto territoriale e amministrativo del vecchio Tirolo  e Anterivo, con un piede al di qua e l’altro al di là del confine fu ovviamente oggetto  di un estenuante tiramolla tra Trento e Bolzano che prosegui fino al secondo dopoguerra.

Autore: Reinhard Christanell