Se la scrittura lo vede protagonista come pubblicista e giornalista sin dagli anni Novanta – e la musica lo ha impegnato fin dai suoi studi universitari e al conservatorio, cui è seguito un lungo periodo di sperimentazione musicale e il 2004 lo ha visto affermarsi come compositore in ambito classico proponendo “Febbraio”, un suo brano per orchestra d’archi – ora è l’arte a dare una ulteriore prova dei tanti talenti di Luca Sticcotti. Nel 2015 ha infatti iniziato con successo a dedicarsi alla pittura all’acquerello, ispirandosi alle tecniche pittoriche di una serie di artisti giapponesi e scandinavi. La qualità dei suoi acquerelli ha riscosso fin da subito il favore di chi aveva avuto modo di vederli spingendolo ad esporre queste sue opere e farle conoscere ad un più ampio pubblico. Così nel 2017 sono iniziate anche le esposizioni con “Nebbie e d’intorni” seguita da “Instant of light”, nel 2019. Ora è la volta di “Intimate Landscapes” dal 18 al 30 ottobre, alla Piccola Galleria di Via Streiter a Bolzano. Eterei eppure dirompenti gli acquerelli di Luca Sticcotti hanno la capacità di evocare sensazioni, emozioni, sentimenti. Poche pennellate essenziali danno vita ad un paesaggio solitario, magari avvolto dalla nebbia oppure colto all’alba piuttosto che al tramonto, un orizzonte in lontananza, un gruppo di alberi prima di una radura, una marina dopo una tempesta, nuvole in un cielo plumbeo squarciato all’improvviso da una luce, primavera oppure inverno, neve o sabbia non sono semplicemente paesaggi ma veri e propri flash back dei nostri vissuti. In queste opere sembrano sprigionarsi armonie quasi che i colori fossero toni, note, di uno spartito interiore. Nei paesaggi in mostra il fruitore potrà perdersi fino a ritrovare sé stesso e quel clima intimo che governa le nostre giornate felici e quelle tristi. “Intimate landscapes” è dunque la chiave di lettura di questi acquerelli dal fascino nordico e dalla linearità giapponese.
Autrice: Rosanna Pruccoli