Il calendario ha girato pagina anche sul nuovo anno, ma l’eco del centenario della Parrocchia di Santa Maria Maddalena continua a riecheggiare all’interno della comunità di Vadena, e parla di fede, di tradizioni e di legami che hanno offerto il proprio supporto nel modellare l’identità del paese, configurandosi in un autentico atto di memoria collettiva.
Era esattamente il primo giorno di dicembre del 1925 quando Monsignor Celestino Endrici, vescovo di Trento dell’epoca, emanò un decreto che riconosceva la chiesa parrocchiale di Vadena come autonoma.
“Per la nostra comunità, aver celebrato con così grande emozione i cent’anni della Parrocchia di Santa Maria Maddalena, è significato vivere un momento di unione e di ricordo di chi siamo, offrendoci l’occasione di ripercorrere le nostre radici e di non disperdere un’eredità che appartiene a tutti noi – spiega la vicesindaca di Vadena, Martine Parise – La storia della nostra parrocchia, infatti, è la storia di un cammino difficile”.
E proprio guardando al cammino compiuto nel tempo, la chiesa parrocchiale non ha sempre trovato il proprio spazio stabile a Maso Castello. Storicamente risiedeva a Maso Birti, dove agli inizi del XIV secolo era stata edificata una chiesa che per secoli ha rappresentato il cuore spirituale della comunità. Nel 1796, però, le frequenti esondazioni dell’Adige portarono alla sua demolizione. In anni moderni di quell’edificio rimane il solo campanile (per cui c’è anche un un momento dedicato), silenzioso testimone di una fede messa alla prova ma mai venuta meno. O quanto meno è ciò che si apprende attenendosi alla storia, che riferisce come nel 1797 iniziarono i lavori per adattare la cappella di Maso Castello a nuova chiesa parrocchiale.
In questo senso furono costruiti un campanile e un camposanto, utilizzato fino alla metà dell’Ottocento. Tutto ciò non alleviò però le difficoltà, tanto che nel 1804, come riporta l’annotazione del parroco Sterzinger, “ciò che la furia delle acque aveva risparmiato fu devastato dall’impietosa crudeltà dei francesi”. Si tratta di un chiarissimo riferimento alle invasioni napoleoniche, che hanno portato al danneggiamento del tabernacolo e ai furti di vari oggetti sacri.
Per vivere un’autentica rinascita servì attendere il diciannovesimo secolo, quando la generosità dei grandi proprietari terrieri fece sì di poter ampliare la chiesa, comunque condizionata dai limiti imposti dalla roccia porfirica del Monte di Mezzo, verso nord. ma è importante annotare che la struttura è rimasta la stessa dal 1840.
La cerimonia, oltre una sentita e numerosa presenza di cittadini (tra molti bambini e famiglie), hanno presenziato il sindaco Elmar Oberhofer, la vicesindaca Martine Parise, l’intera giunta comunale e i rappresentanti delle associazioni locali. A loro si è aggiunto il maresciallo dei carabinieri della stazione di Bronzolo, Giuseppe Caravello, la Musikkapelle di Bronzolo-Vadena, il parroco don Walter Visintainer con il consiglio parrocchiale. “Un secolo di fede, di tradizione e di comunità è un patrimonio prezioso. Osservando la nostra storia, non possiamo che essere grati nei confronti di chi ci ha preceduti e di tutti coloro che continuano a rendere viva la nostra comunità”, è stato detto. In questo contesto, è doveroso ricordare anche l’impegno speso da Brunella Mottin assieme al consiglio pastorale parrocchiale, che presiede, nel contribuire all’ottima riuscita delle celebrazioni e alla cura della memoria storica della parrocchia.
“Come gruppo abbiamo iniziato a pensare e lavorarci dall’estate – racconta Mottin -. Il primo appuntamento si è tenuto nella Sala Polifunzionale, venerdì 28 novembre, con il dottor Walter Landi che ha raccontato la storia della nostra parrocchia. Il 30 novembre si è tenuto l’evento vero e proprio ed è stata una giornata più che positiva, oltre che molto emozionante per l’ottima risposta della comunità e di tutti i volontari che durante l’anno supportano, con il proprio aiuto, l’attività della parrocchia. Tutto questo ci fa guardare con occhi di speranza anche verso il futuro.”
Autore: Daniele Bebber