Tra via Roen e viale Druso si trova via Michael Gaismair. Nato nel 1490 a Tschöfs (Ceves) presso Vipiteno, alla scuola di latino Michael Gaismair si rivelò uno scolaro diligente, ambizioso e avveduto, alla scuola del duomo di Bressanone acquisì man mano un atteggiamento sempre più critico nei confronti del ruolo della Chiesa. Preso servizio come scritturale presso la miniera di Schwaz, dei minatori si fece portavoce nella presentazione di una petizione all’imperatore. Assunto nel 1518 come scrivano nella cancelleria di Leonhard von Völs, capitano dell’Adige, nei sei anni di servizio apprese molto sulle lotte per il potere, su corruzione e imposture della nobiltà. Assisteva inerte al progressivo impoverimento dei contadini. Ad accendere i loro animi fino a scatenare la rivolta fu il caso Passler. Peter Passler era stato condannato a morte il 9 maggio 1525, ma i contadini riuscirono a liberarlo. La rivolta si estese: circa 5 mila contadini armati affluirono a Millan da tutte le parti della diocesi. Eletto nella giunta cittadina, Michael Gaismair riuscì a trattenere i ribelli dal saccheggio del palazzo vescovile; il 12 maggio però fu saccheggiato il monastero di Novacella. Michael proclamò un programma per un nuovo ordinamento regionale cristiano. La rivolta dei contadini si estese a tutto il Tirolo meridionale. Non era facile il compito di Gaismair di rendere masse disordinate e avide di vendetta un popolo cosciente e responsabile. Convocata a Merano una “dieta contadina”, fu redatta una sorta di “ Magna Charta per el populo minuto”. All’arciduca Ferdinando fu richiesta una serie di concessioni. Arrestato a Innsbruck l’11 agosto, Gaismair riuscì a fuggire il 7 ottobre, riparando in Svizzera, dove redasse nuovi statuti per un Tirolo libero. Fallito un tentativo di espugnare Brunico, riparò in territorio veneziano, dove sopravvisse a diversi attentati ma all’alba del 15 aprile 1532 fu catturato e trafitto per 42 volte.
Autore: Leone Sticcotti