Trentini e sudtirolesi in Spagna: storia di ideali e sacrifici

Enzo Ianes racconta il nuovo libro Un’alba sorgerà, che ripercorre le vicende degli internazionalisti che combatterono nella guerra civile spagnola a difesa della libertà e della giustizia sociale.

Enzo Ianes, di cosa parla il libro?

Questo libro, che ho scritto insieme a Lorenzo Vicentini, ricostruisce le vicende travagliate di 88 uomini, di cui 72 trentini e 16 sudtirolesi, che fra il 1936 e il 1939, hanno deciso di lasciare i  propri luoghi di emigrazione – ovvero prevalentemente l’Austria, per i sudtirolesi, e la Francia e il Belgio per i trentini – per varcare i Pirenei e andare a combattere i franchisti arruolandosi fra le file dell’esercito repubblicano, oppure fra le milizie antifasciste o le brigate internazionali.

Molto spesso la componente che spinge le persone ad arruolarsi in una guerra di altri è quella economica; spesso è un modo di sfuggire alla miseria. Nel caso degli internazionalisti, invece, la motivazione è stata ideologica/antifascista.

Trovo il paragone un po’ azzardato, anche se è innegabile che, in alcuni casi, a spingere questi volontari a partire per la Spagna siano state sia una certa precarietà esistenziale, sia difficoltà economiche. Tuttavia, la maggioranza dei volontari di cui abbiamo scritto, erano mossi da un ideale antifascista,  di libertà e di giustizia sociale. Essi rischiarono la propria vita, arruolandosi in un esercito straniero per combattere quella che veniva percepita come una minaccia. Una minaccia che, qualora avesse trionfato in Spagna, avrebbe rapidamente soggiogato il resto dell’Europa, ancora non completamente sotto il tallone nazifascista.

Il volume conta oltre 900 pagine, di cui 100 di fotografie. C’è una storia di un sudtirolese che si sente di condividere?

Dei 16 sudtirolesi che partirono per la Spagna, quattro erano quelli nati a Bolzano: Karl Huber, Johann Dobersberger, Johann Pfund e Kurt Pollitzer-Retzer. Se proprio devo scegliere, vorrei segnalare la storia di Jochen Wielander nativo di Castelbello: nel 1935, per evitare l’arruolamento nel servizio militare e quindi combattere nella guerra d’Etiopia, espatriò clandestinamente in Austria e successivamente visse anche per un periodo in Germania. Durante il periodo dell’emigrazione si avvicinò agli ideali socialisti e comunisti, maturando l’idea di andare a combattere in Spagna arruolandosi nelle Brigate Internazionali. In Spagna fu gravemente ferito e ricoverato per lunghi periodi in ospedale. In quel periodo scrisse molte lettere alla propria famiglia residente in Val Venosta, nelle quali spiegava come sia Hitler che Mussolini fossero nemici del popolo sudtirolese, entrambi determinati a soggiogare e opprimere i popoli. Nelle lettere sottolineava inoltre quanto fosse assolutamente falso che Hitler volesse difendere la nazione tedesca e il popolo sudtirolese dall’oppressione fascista

Il libro ha un prezzo di copertina importante (49€). Dove lo si può trovare? Il volume è già stato presentato alla Biblioteca Claudia Augusta, ma pensa che ci sarà una seconda presentazione a Bolzano?

Si troverà nelle biblioteche e quindi negli archivi. Chi fosse interessato ad acquistarlo, lo può ordinare online nelle varie piattaforme, ma chiaramente il mio invito è quello di andare presso le librerie, in particolare alla Nuova Libreria Cappelli in piazza Vittoria a Bolzano, dove il 27 febbraio alle ore 17.30 Lorenzo Vicentini ed io faremo una nuova presentazione di questo libro.

Till Antonio Mola