Connettersi, attraverso il linguaggio

Che cos’è l’Associazione di volontariato Scioglilingua?

E’ un’associazione di volontariato senza scopo di lucro, cioè nella quale nessuno viene pagato per il lavoro che svolge. Siamo in 43, quasi tutti insegnanti in pensione, poi professionisti in pensione e altri* volontar* che ancor lavorano e dedicano il tempo libero all’associazione.

E che cosa fa?

Noi insegniamo italiano e tedesco alle persone immigrate che arrivano a Bolzano da tanti paesi lontani.

Dov’è la sede della vostra associazione?

La nostra associazione si trova in via Torino 67 ma una classe è ospitata la mattina presso lo Spazio autogestito in via Dalmazia 77f.

Da dove arrivano i vostri studenti?

Arrivano da tutte le parti del mondo, dall’Africa, dall’Asia, dall’America e dall’Europa. Abbiamo contato, in questi quasi 14 anni di attività, circa 40 nazionalità.

Avete anche famiglie o solo uomini?

Ci sono famiglie, mamme con bambini e uomini, ognuno di loro ha una storia diversa, una storia di dolore e speranza.

Perché dolore e speranza?

Hanno sofferto molto quando sono stati costretti a lasciare la loro terra e soffrono ancora quando pensano ai loro cari lontani ma sono pieni di speranza, perché sperano di trovare un lavoro, di avere una casa, di vivere sereni.

E in questi 14 anni di attività ci sono state persone che sono riuscite a realizzare i loro sogni?

Certo, abbiamo tante persone che ancora dopo tanti anni rimangono in contatto con noi e lavorano, hanno trovato una casa, hanno una famiglia, dei figli.

Quali sono le difficoltà maggiori che devono affrontare?

Hanno affrontato tante difficoltà, a partire dal viaggio per arrivare in Italia; molti infatti arrivano da paesi lontani, hanno dovuto affrontare la fame, la sete, hanno rischiato di morire in mare. Poi sono arrivati in Italia e è incominciata la trafila per avere il permesso di soggiorno che permette loro di lavorare. Passano anche anni prima che riescano ad avere i documenti e nel frattempo sono costretti anche a dormire in strada perché non ci sono posti sufficienti nell’accoglienza.

Ma come mai vi è venuto in mente di creare questa associazione?

E’ stato un caso, è successo che una volta un gruppo di amici aveva scoperto che alcune signore marocchine che abitavano nello stesso caseggiato avevano bisogno di imparare l’italiano per poter seguire i figli che andavano a scuola e per poter parlare con gli insegnanti quando andavano ad udienza dai professori. E così abbiamo cominciato con un piccolo gruppo e poi a poco a poco la nostra associazione si è ingrandita.

E adesso quanti studenti avete?

La mattina abbiamo più di 70 persone e nel pomeriggio altre 90 persone che frequentano tutti i giorni dal lunedì al venerdì.

E avete mai riscontrato problemi? 

Non abbiamo mai avuto problemi, le persone sono tutte corrette, gentili, grate per quello che facciamo per loro e si sentono accolte. Abbiamo invece gravi problemi di spazio, dobbiamo rifiutare alcune iscrizioni perchè non abbiamo il posto per accogliere tutti quelli che fanno domanda. Speriamo di poter avere nuovi spazi.

Svolgete altre attività oltre ad insegnare italiano e tedesco?

Sì, abbiamo lo sportello sociale che si occupa di aiutare i migranti per l’ottenimento del permesso di soggiorno, per le diverse pratiche burocratiche, per l’iscrizione a scuola dei figli, ecc. Poi abbiamo un orto comunale che gestiamo insieme agli studenti, una cabina libri sita in Piazza Ziller, e quindi organizziamo la festa di fine anno scolastico con tornei di calcio e cibi etnici.

Autrice: Anna Crepazzi COOLtour