La villa del medico in stile modernista

Nel 1934 i coniugi Diessbacher fecero costruire la propria villa in via Maia, a poca distanza dalla Casa Littoria che aveva preso il posto della vecchia e fatiscente costruzione dell’ospizio annesso alla chiesa di Santo Spirito. Primo edificio della via Maia, la villa affacciava anche su via Roma. 

Mattheus Diessbacher fu medico assai noto in città e, nell’arco della sua lunga vita, sempre apprezzato per le sue doti umane. Durante la Prima guerra mondiale Matthaeus stava frequentando il liceo dei Benedettini e avrebbe dovuto assolvere all’esame di maturità nel 1917 ma, approfittando della possibilità di sostenere la cosiddetta “maturità di guerra”, si licenziò un anno prima, nel 1916. Entrato subito nel servizio militare, servì la patria nel II. Reggimento dei Kaiserjäger. 

Come capitano fu impiegato sul fronte tirolese e poi su quello del Pasubio da dove prese parte all’offensiva austriaca in Italia settentrionale. Finita la guerra – e autofinanziandosi dando lezioni private – iniziò gli studi di medicina all’Università di Innsbruck, dove si laureò con la lode nel 1922. L’anno seguente, nell’ambito della cosiddetta Piccola Opzione, egli compare nell’elenco delle persone che nel mese di aprile ottennero la cittadinanza italiana dalla Regia Prefettura di Trento. 

Ultimata anche la specializzazione in otorinolaringoiatria nel 1925, rientrò subito a Merano per aprire il proprio ambulatorio specialistico. L’anno seguente sposò Sidonie Kinz, originaria di Kufstein e sorella della famosa attrice Franziska Kinz.

Nel 1934 i coniugi Diessbacher fecero costruire la propria villa in via Maia rivolgendosi agli ingegneri Augusto Rovighi e Walter Nörden che realizzarono una villa funzionale e nel segno dello stile modernista. 

La villa si articolava su tre piani: al piano interrato trovavano posto oltre a quattro cantine, una cucina e due stanze. Al pian terreno la sala d’attesa, l’ambulatorio e il “lavatorio”, la stanza e il bagno per la cameriera. Al secondo piano trovavano posto la cucina, un wc e un bagno, e tre stanze; stesso schema per il secondo piano. Fino al 1978 il dottor Dissbacher visse e tenne ambulatorio nella villa. Sulla facciata spiccano un ingresso elegante, un vistoso bovindo tondeggiante, e l’affresco poderoso di Paul Mathias Padua, realizzato nello stesso anno della costruzione dal pittore salisburghese e raffigurante i santi Cosma e Damiano. 

Il cancello d’ingresso è sovrastato da un arco di ferro battuto sul quale troneggia il simbolo della medicina: il caduceo di Hermes e il serpente, stesso simbolo che peraltro campeggia anche sul frontone della Kurmittelhaus.  Durante la seconda guerra mondiale il dottor Diessbacher esercitò anche come medico condotto a Lauregno e Proves. 

Subito dopo il conflitto, vista la sua bontà d’animo ma anche il suo carattere aperto e amichevole, fu invitato a far parte del Rotary Service Club fin dal 1950 quando ancora esso aveva sede solo a Bolzano. Nel 1962 fu tra i fondatori della sede meranese del Rotary e il primo fra i membri meranesi ad essere insignito con la più importante onorificenza rotariana: il “Paul Harris Fellow”.   

Il desiderio di voler sempre essere aggiornato sui progressi e sulle evoluzioni legate alla sua specializzazione lo portava a frequentare numerosi corsi di aggiornamento Innsbruck, Zurigo, Monaco, Freiburg, Kiel, per citarne solo alcune. 

Nel 1963, però, la sua vita fu sconvolta all’improvviso: in un incidente automobilistico presso Colma mori la moglie Sidonie. Per eternarne la memoria egli istituì una borsa di studio che veniva consegnata ogni anno a Natale.

Autrice: Rosanna Pruccoli