I giovani sono il futuro dell’atletica

L’AthleticClub96 che ha sede presso il campo CONI di Via Santa Geltrude è una società d’atletica bolzanina nata nel 1996 per rilanciare la Società Atletica Bolzano (la tutt’ora esistente società più antica di Bolzano, fondata nel 1947). Un progetto che aveva come scopo quello di creare una squadra il più forte possibile con atleti locali. Certo, non si sarebbe mai immaginato a quei tempi che dopo tanti anni di successi, l’AthleticClub96 riuscisse non solo a diventare la società più forte in regione ma addirittura la squadra più forte d’Italia.

Oggi andremo ad intervistare Bruno Telchini, ex atleta e attuale presidente della società e ci faremo raccontare gli ultimi successi e il rapporto tra i giovani e l’atletica.

Come è stata la scalata fino a diventare campioni d’Italia?
Ci è voluto del tempo, non è capitato nel giro di pochi anni. Ma ho sempre sostenuto che questa società era dominata da un DNA vincente, si è sempre riusciti a migliorare e si è sempre riusciti a dare agli atleti l’entusiasmo giusto per raggiungere risultati sempre maggiori. Fin dal primo anno la società è riuscita a qualificarsi per la finale B (ogni anno le società in Italia sono moltissime quindi vengono fatti più campionati societari, un po’ come in tutti gli sport) e per alcuni anni ci siamo rimasti, poi siamo arrivati nella finale A1 e successivamente in quella argento. Nel 2007 abbiamo fatto la prima finale oro e a partire dal 2014 siamo sempre rimasti nella finale oro.
Fino a diventare campioni d’Italia nel 2019, 2020 e 2022.


Quest’anno invece?
Quest’anno sono stati troppi gli inconvenienti e gli infortuni che hanno caratterizzato la vigilia e lo svolgimento della finale per la nostra squadra che non ha potuto ripetere in Sicilia il grande risultato degli ultimi anni. Siamo stati la quinta società più forte d’Italia.

Per quanto riguarda i giovani invece?
Abbiamo una settore giovanile molto attivo, con più di cento ragazzi e ragazze che vengono al campo ad allenarsi settimanalmente. Crescendo e diventando sempre più forti l’obbiettivo è quello di portarli a competere nella squadra che gareggia ai campionati italiani di società assoluti.

Dopo le Olimpiadi di Tokyo si sono notati cambiamenti?
Assolutamente sì! La vittoria di cinque medaglie da parte dell’Italia ha sicuramente reso più popolare questo sport e genitori e bambini se ne sono appassionati. Abbiamo avuto un’affluenza di iscritti pari al 30% in più rispetto l’anno passato. Anche il covid ha aiutato nella crescita degli atleti locali nella nostra società: essendo uno sport all’aria aperta e senza contatti.


Per quali motivi consigliereste ad un ragazzo di iniziare a praticare atletica?
Per la varietà dell’atletica: è adatta a tantissime conformazioni fisiche. Se uno è potente, grande e grosso sarà portato nei lanci. Se è veloce farà il velocista. Se è resistente farà le gare di mezzofondo. Se uno ha un piede particolarmente elastico farà il saltatore. Questo permette ai ragazzi di sperimentare varie discipline e scoprire quella che più gli aggrada e nella quale va più forte.
Nessuno è fortissimo in tutto; ognuno ha le sue caratteristiche.

Qual è la caratteristica dell’atletica che le piace di più?
Il bello dell’atletica è che a differenza del calcio o di altri sport di squadra dove magari sei un grande talento ma se non hai la fortuna di entrare subito nel giro giusto potresti anche non essere mai notato, nell’atletica c’è poco da fare: i risultati sono risultati. Anche Marcel Jacobs in fin dei conti ne può essere un esempio: se non avesse vinto le Olimpiadi sarebbe stata un’altra storia, si sapeva che era un atleta fortissimo però aver vinto le Olimpiadi gli ha cambiato la vita.

Autore: Niccolò Dametto