“Strapaes”: una compagnia giovane

Il viaggio nel mondo delle compagnie teatrali amatoriali della Bassa Atesina sta quasi volgendo al termine, ma non senza fare prima una tappa al teatro di San Giacomo per conoscere la filodrammatica “Strapaes”. Si tratta di una compagnia di recente fondazione, avvenuta ufficialmente nel 2000, dopo la scelta di separare, per varie motivazioni, l’attività sul palcoscenico dalle numerose e diverse proposte del Circolo Culturale San Giacomo. 

“All’inizio, del nuovo gruppo che si era formato, recitavano soprattutto i membri del direttivo, presieduto per molti anni da Enzo Martinelli” racconta Linda Franceschini, attuale presidente della compagnia teatrale amatoriale. Personaggio piuttosto conosciuto nella San Giacomo, l’attuale alta incaricata descrive Martinelli come una persona di poche parole, ma molto pratica. “Diciamo che ha lavorato piuttosto bene nel promuovere la nostra filodrammatica”.

Presidente Linda Franceschini, voi recitate in italiano o in dialetto? 

A dire il vero in entrambe. Le commedie le recitiamo sempre solo in dialetto, mentre quando portiamo in scena dei musical li facciamo in italiano. Anche perché i musical ci hanno permesso di raccogliere molte persone nuove che non sanno bene il dialetto. All’interno della nostra compagnia, come credo anche in altre, si tende all’adattamento per correre incontro alle esigenze dei vari attori, facendoli sentire a proprio agio.

Quale la commedia più bella? 

È difficile definire la “più bella commedia”, perché credo che la scelta sia sempre molto personale. La commedia più recitata è senza dubbio “D…come donna, danno, divorzio”, 43 repliche dal 2005 al 2007, un grande successo, oltre che per gli attori storici della compagnia, anche per l’impegno organizzativo del presidente storico Enzo Martinelli. 
Mentre la piece più emozionante per la gran parte della compagnia è sicuramente “Storia di un uomo”, che prevedeva un mix tra “Mistero buffo” di Dario Fo e “La buona novella” di Fabrizio De André, con canzoni cantate e suonate dal vivo. È stato un gran traguardo unire così tante persone e proporre un lavoro così complesso. Ed è stato sicuramente un valore aggiunto avere musicisti dal vivo sul palco.

Avete ottenuto qualche riconoscimento in questi anni? 

Ci siamo classificati come secondi alla diciannovesima rassegna “Isidoro Trentin” di Povo (2006 / 2007) con “D…come donna, danno, divorzio”. Prima ancora, nel 2001 abbiamo ottenuto il secondo posto come gradimento del pubblico al “Teatro in castello”, svolto al Castel Mareccio di Bolzano, con “Sartor da dona”.

In apertura si accennava a nuovi arrivi: Quanti siete? 

Al momento, oltre i 34 soci, abbiamo una decina di volontari in più per l’allestimento della ripresa di “Forza venite gente”. In più abbiamo altri volontari che occasionalmente si prestano per sostituzioni, supporto tecnico luci / audio e trucco.

State lavorando a qualcosa di nuovo? 

Abbiamo molto in cantiere: oltre il riportare in vita il musical “Forza venite gente”, abbiamo una nuova commedia dialettale e un altro musical scritto dalla nostra regista.

Autore: Daniele Bebber