Agli occhi di Konrad Laimer l’arco alpino è uno scrigno prezioso, capace di offrire gemme e pietre dure di pregio, gli alberi del bosco offrono venature fantasiose, le corna di cervo, tagliate e sbiancate, hanno il fascino dell’avorio ma il cervo le perde annualmente e basta raccoglierle nel bosco. L’arco alpino quindi come fonte di ispirazione poetica e creativa per dar vita a monili d’oro o d’argento.
L’arco alpino vissuto come uno scrigno prezioso in cui flora, fauna e geologia offrono ispirazione ma soprattutto i materiali utili al concetto produttivo di Konrad Laimer, orafo artista che intende il gioiello come il risultato che scaturisce dal territo stesso. Il gioiello è visto come un ponte fra il soggetto e le sue radici. Il gioiello che diventa vettore per comunicare una storia millenaria poiché, la gemma incastonata, racconta di vulcani in eruzione, terremoti e glaciazioni. Così le corna, che il cervo perde ogni inverno, le fette di mela, il marmo di Lasa, il cristallo della valle Aurina, la corniola delle Dolomiti, lo smeraldo della valle di Habach, la pisolite del Montebianco, la tormalina dell’Ortles, il cristallo doppia-punta della Val Tellina, il granato della Zillertal e soprattutto la nostra meranite diventano le mille occasioni per la creazione di un monile. La raffinatezza del gioiello è dunque anche conoscenza e fascinazione per la natura e indossarlo diviene quasi una sorta di sodalizio con essa.
Questi sono i concetti che sottendono all’oreficeria di Konrad Laimer, classe 1960, venostano ma residente a Merano, in attività come orafo sin dal 1976.
In gioventù Laimer aveva svolto il proprio alunnato presso uno dei nomi più importanti dell’oreficeria meranese Walther Erkert, aveva frequentato la scuola di oreficeria a Bolzano e l’Accademia estiva di oreficeria a scultura di Salisburgo diventando poi per un biennio l’assistente del professor Neele. Nel 1987 Laimer aveva aperto il proprio laboratorio orafo iniziando fin da subito a lavorare per “collezioni tematiche” che, di volta in volta diverse, si componevano tanto di gioielli che di oggetti scultorei, che di grafiche e schizzi. Con le sue istallazioni e opere multimediali ha partecipato anche a mostre a Düsseldorf, Berlino e Milano.
L’idea o meglio l’intuizione della “ricchezza e del valore del territorio alpino” lo ha sviluppato via via approfondendo la propria ricerca e portandola alla maturazione che oggi gli consente di esserne foriero in Italia e all’estero. L’attaccamento al territorio infatti non ha però impedito a Laimer di sfondare i confini altoatesini portando il suo know how negli Stati Uniti nelle vesti del docente ospite per insegnare a molti giovani a conoscere la propria terra e le possibilità da essa offerte.
Inseguendo la via dell’ambra ha iniziato una sinergia ormai decennale -e che a tutt’oggi continua- con la scuola orafa di Kaliningrad e con quella di Mosca, portando suggestioni del mondo alpino e ricevendo ispirazione dagli Urali. La sua idea di “gioiello del territorio” è sbarcata anche alla “Milano Jewelry week” dove Laimer non solo ha esposto ma ha tenuto anche conferenze e un workshop presso la Scuola di oreficeria Galdus.
Autrice: Rosanna Pruccoli