Milano Cortina 2026. Il professore di Design dell’università di Bolzano Kuno Prey ha progettato il testimone per la Staffetta delle Alpi quale auspicio di un’Olimpiade trasparente. Oggi andremo a scoprire la storia dietro al design del testimone e al designer Kuno Prey.
Ciao Kuno, raccontaci un po’ di te…
Sono nato nel ‘58 a San Candido, ho studiato al liceo scientifico ma ho abbandonato dopo il primo anno a seguito di una lotta con il latino, ho fatto un anno di istituto statale d’arte a Ortisei, ma la pittura mi veniva stretta allora mi sono spostato a Cortina d’Ampezzo per studiare la specializzazione del design del mobile. Questo è stato il mio periodo formativo più importante, c’erano dei professori davvero speciali che mi hanno aiutato ad entrare nel mondo della progettazione.
E dopo la scuola?
Ho iniziato subito a lavorare nel mondo dell’occhialeria, come tecnico inizialmente, poi sono andato a Milano, dove ho effettuato una lunga collaborazione con NAVA Milano SPA la più importante tipografia e grande collezione di accessori da ufficio, ho iniziato lì a sviluppare molti progetti di successo.
A 35 anni sono stato chiamato alla Bauhaus Universitaet-Weimar e sono diventato professore, ho imparato questa professione, non ho fatto alcuna università. Sono molto “fatto da me”. Non voglio dire autodidatta perché collaborando con molte aziende ho imparato durante il fare che secondo me è importantissimo per capire come funzionano le aziende e i problemi che hanno.
Dopo nove anni alla Bauhaus vengo chiamato qui a Bolzano per aprire la facoltà di Design e Arti con una precisa impronta: lo studio per progetti. Atelier, massimo 20 persone, ognuno ha il suo tavolo di lavoro e lavora qui quando e quanto vuole. Ci sono i docenti che offrono un tema e lo studente lo sviluppa, noi professori diamo degli input e portiamo le nostre esperienze.
Un professore non può fare il libero professionista…
È vero, mi invento io dei progetti. Il testimone? Quando nel mio paese il gruppo di miei amici mi ha raccontato dell’esistenza di questa staffetta per sensibilizzare la comunità sul grande problema della mafia e scopro che la staffetta è sprovvista di testimone mi offro volontario per crearlo. Ho creato il testimone a forma di fiaccola, lo strumento simbolo dei giochi.
Che storia c’è dietro al design del testimone?
Il design racconta sempre una storia. Per il fusto ho preso un albero caduto durante la tempesta Vaia in Val d’Ega; pensavamo di essere più forti e furbi della natura ma la natura ha le sue regole e vanno rispettate. Il discorso dell’impatto ambientale dei giochi olimpici è serio e da considerare. Poi come come fiamma ho preso della moquette di scarto nera ritagliata e fissata sulla punta. Perché il nero? Per esprimere preoccupazione. Con un piccolo spiraglio di speranza però. Ho recuperato una piccola lucina da un gadget che ho nascosto all’interno della finta fiamma, che lampeggia dando qualche segno di speranza. La cosa più interessante: non ho comprato nulla, erano tutti pezzi che ho recuperato.
Autore: Niccolò Dametto COOLtour