I masi di Valseit

Un elenco di quaranta masi risalente al 1589 ci informa che all’epoca i quartieri di Laives erano il Paese / Dorf, Praitenberg (Montelargo), Puecha (Monte Francesco), in der Au (masi) e Sissa (Pineta). Non compaiono nella lista i 19 masi ancora esistenti di Seit, altra storica località appartenente al comune, e quelli di Unterau o Schinte (S. Giacomo), che evidentemente godevano di una certa autonomia ecclesiastica. 

Come il resto del territorio comunale, anche la frazione di Seit apparteneva fin dal XIII secolo alla giurisdizione di Gries, emanazione diretta della vecchia contea di Bolzano. Anche a livello parrocchiale, Seit faceva parte della curia di Bolzano fino al XVIII secolo. In quel periodo, a S. Giacomo e Seit furono istituite le prime “Exposituren” o filiali. 

I masi di Seit ancora rimasti nel IXX secolo sono invece compresi nella lista di Richard Staffler degli anni cinquanta, che ne elenca tutti i proprietari noti, da quelli attuali fino al periodo medievale, a cui risalgono le prime notizie certe. Ciò che avvenne prima, purtroppo, rimane per sempre racchiuso nel mondo del mistero.

È interessante il fatto che il nome di Seit come lo conosciamo oggi (per non parlare della versione italiana La Costa del 1940, pressoché inutilizzata) in origine suonava diversamente. Scorrendo l’elenco dei proprietari di maso Weingartner, uno dei più antichi e a lungo di proprietà dei conti Thun, si scopre che nel 1727 si parlava di Seith, mentre un secolo prima il luogo si chiamava Seidt. Nel 1493 viene invece citato il maso Weingartner a Valseit, e con questo nome probabilmente ci avviciniamo molto alla forma originaria. Anche nel caso del maso Fritscher (in origine Frötscher) troviamo un’indicazione interessante: nel 1519 è citato un maso Fritscher “auf Mana”, con riferimento al quartiere “longobardo” Manee di Nova Ponente, che probabilmente comprendeva anche Seit e il Colle e arrivava nel fondovalle fino a S. Giacomo – dove pure esiste un maso che richiama questo toponimo. Questo “Mana” è un chiaro riferimento agli arimanni longobardi, che nel VII e VIII secolo occupavano il territorio e i masi. Proprio sopra Laives, che apparteneva ai Bavari insediati a Bolzano, correva la linea di confine tra i due regni bavaro e longobardo e Seit era un avamposto del ducato di Trento al confine con la marca bavara. Dal maso Köhl in località Schneiderwiesen (da snaida, cippo di confine) veniamo a conoscenza del fatto che “i proprietari dei masi Köllen (Köhl), Tschufanerl, Mueller, Pichler, Ausserebner, Weingartner, Frötscher e Schluntner possiedono un bosco comune in località Patschada di Seit”. Anche questo Patschada è un nome pieno di fascino che riporta a quel tempo poco esplorato in cui gente bavara e longobarda si contendevano il territorio. 

Nel 1569 troviamo il nome Seyt, ricavato certamente da un originario Valseit, poi trasformato in Vasseit e Faseit. In un documento del 1406, tra i masi appartenenti alla circoscrizione di Gries, compare, accanto a “am Ekk, ze Prunn, zem Verstern, auf dem Stayn, ab Campney, im Puchach” eccetera anche “auf Vasseyt”. Sono citati anche il Fliesser e “Schlunthof ab Vaseyt”. A tal proposito va comunque ricordato che sono frequentissimi i toponimi retico-etruschi introdotti dalla particella Vul, più tardi romanizzata in Val. Ludwig Steub sostiene che anche il nome di Bolzano derivi da un originario Vulsana.

Risale dunque al XV secolo la forma attuale di Seit per Vasseyt, derivante dalla caduta della sillaba iniziale Va-. Secondo Otto Stolz, il termine deriverebbe dal latino “fossa” mentre altri studiosi parlano di un generico “prato erboso arido”: tutte interpretazioni quantomeno fantasiose.

Autore: Reinhard Christanell