Donare al prossimo per puro altruismo, fondare una rete per creare della solidarietà e aiutare così, in gruppo, chi ha bisogno di un sostegno. È tutto (e molto altro) ciò che anima i volontari del Progetto Scaldacuore, nato prima ancora dell’emergenza Covid fra le case del quartiere di Maia.
Era il 2019, quando alcune signore che fanno parte di un gruppo di ricamo del comitato di quartiere Maia – Mais, hanno deciso di usare la loro passione e il loro talento per un progetto di beneficenza; e considerato l’alto numero di casi registrati di violenza domestica, hanno ben pensato di aiutare il Centro antiviolenza di Merano.
Il loro appello non è certo andato deserto, anzi: oltre un centinaio di signore si sono messe all’opera e nel giro di neppure troppo tempo sono riuscite a realizzare più di 450 coperte. Alcune hanno fatto delle coperte complete, altre alcuni quadrati di lana da assemblare, chi non aveva particolare abilità con ferri e uncinetto si è impegnata a raccogliere lana e ferri da mettere a disposizione. Poi, a causa dell’emergenza pandemica è andato tutto un po’ a rilento, ma finalmente nel giugno dello scorso anno questi manufatti sono stati esposti pubblicamente in via Matteotti, ricoprendola quasi completamente, e sono stati messi in vendita dietro offerta. Non essendo state vendute tutte in quel giorno si sono cercate altre occasioni, come ad esempio il mercatino di Natale. Nel frattempo la Casa delle donne stava progettando un angolo nel quale intrattenere i bambini quando accompagnano le loro mamme per una consulenza: nei giorni scorsi questo spazio è stato finalmente completato e le signore che hanno collaborato al progetto sono state invitate a visitarlo.
Al progetto hanno collaborato anche alcune ospiti del Seniorenheim di via Palade, alle quali sono stati regalati e consegnati alcuni giochi da tavolo e altro materiale di cui avevano bisogno.
Autore: Luca Masiello