Il Centro Pierino Valer festeggia quarant’anni. Per l’occasione abbiamo deciso di intervistare Andrea Penazzi, responsabile del Centro Giovanile da ormai quattro anni.
Com’è nato il centro e di cosa vi occupate?
Inizialmente è nato come oratorio parrocchiale, poi con il passare del tempo è diventato un centro giovanile. In seguito gli è stato dato il nome di Don Pierino Valer, in memoria dell’animatore ed educatore che aveva molto a cuore i ragazzi. Il Centro Pierino Valer è un punto di incontro per ragazzi di diverse fasce d’età, con l’obiettivo di prendersi cura del quartiere attraverso l’attività ludica. Una caratteristica che è rimasta negli anni è quella di educare attraverso il gioco, imparare a stare assieme e fare comunità.
Che rapporto vi è tra i giovani ed il Centro?
C’è un forte legame. L’idea è avere qualcuno si prenda cura di te fin da bambino. Dopo aver vissuto le attività i ragazzi hanno voglia di trasmettere alle generazioni future ciò che hanno imparato e decidono quindi di diventare animatori: è un continuo ricircolo generazionale.
Da quante persone è composto il vostro team?
Attualmente siamo tre dipendenti fissi, tanti collaboratori occasionali che intervengono sul singolo progetto e molti volontari che tornano in estate per fare attività. Poi ci sono anche i veterani come Sergio, il tutto fare che da quarant’anni inventa e disegna giochi per i bambini.
Quali sono le soddisfazioni di questo lavoro e cosa vi spinge a continuare questa attività?
Le soddisfazioni sono i risultati che si vedono. Da quarant’anni il Pierino Valer è come se mettesse un seme nei ragazzi che sono passati per di qua, che germoglia e sboccia nella vita di ognuno. Si impara a stare insieme, e si porta questa esperienza nella propria vita adulta.
Autori: Niccolò Dametto e Ilaria Talamoni COOLtour