Pietralba, Laives e i miracoli #2

Vi proponiamo la seconda e ultima parte del singolare racconto del 1847 dello scrittore e giurista tedesco Ludwig Steub (1812-1888), da cui emerge in modo colorito ed efficace la Laives dell’epoca e la vivace vita dei suoi abitanti. La prima parte narrava del contenzioso tra Laives e Pietralba della statuetta miracolosa, contenzioso che andrà avanti e verrà in qualche modo risolto… La traduzione italiana è dell’autore di questa rubrica Reinhard Christanell.

Il nostro governatore, della nobile stirpe dei conti von Brandis (…) non poté fare a meno di riconoscere il significato profondamente popolare e religioso di questa questione. Egli ammonì la comunità (di Laives) tramite il prevosto di Bolzano intimandole di consegnare la sacra immagine, tuttavia tuttavia senza successo (…) Inoltre, non si riteneva necessario procedere in tal senso trovandosi, a detta dagli esperti periti, la vera immagine ancora e sempre sul monte, mentre quella in paese altro non era che una copia e non ritenevano giusto essere privati della misera soddisfazione di poter offrire ai gottosi, ai malati di polmoni e alle altre persone che non erano più in grado di arrampicarsi sulla montagna, un santuario accessibile. Il governatore non fu affatto soddisfatto di questa risposta, e anzi considerò questa opinione più stolta che saggia e pertanto diede personalmente l’ordine di riconsegnare l’immagine.
Anziché onorare tale ingiunzione, i Laivesotti si irrigidirono con deplorevole ostinazione sulle loro posizioni e addirittura importunarono i superiori con la loro disputa dell’immagine sacra. Purtroppo, non si sa come, ne nacque anche un contenzioso del tutto profano e i Laivesotti si avvalsero di mezzi che, per il bene dei Serviti, avrebbero fatto meglio a non tirare in ballo. Infatti alla loro petizione aggiunsero una scatola contenente varie immagini, quadretti, lettere, acque benedette per bestie e umani e pure certi pani, tutti oggetti che si trovavano anche in una ben fornita bottega accanto al tempio della Santa Vergine e vi venivano venduti per il bene della stessa e dei suoi servitori. Le autorità di Vienna, consci dell’ondata di illuminismo che aveva colpito l’impero, in tali questioni di commercio di “oggetti sacri” preferivano tenere una posizione defilata e dunque travisarono l’istanza e non riconobbero affatto la rilevanza pastorale di tali articoli edificanti, – e anzi si spinsero fino al punto da domandare se tale “malcostume” perdurasse tuttora. I Serviti dovettero rendersi conto che della loro fede, della loro pietà e del loro fervore nell’onorare la vera immagine non si teneva conto a sufficienza e pertanto ritirarono “temporaneamente” la loro richiesta, non senza la speranza che anche per loro arrivasse un giorno più propizio. E tale è anche il proposito del nostro governatore; è infatti sua volontà di rendere gli onori alla copia di Laives alla testa di un battaglione di Kaiserjäger e di ricondurla con pompa guerresca a Pietralba; forse il modo migliore per ricondurre alla ragione i testardi Laivesotti.
Nel corso degli anni seguenti Sua Eccellenza non mancò di omaggiare anche l’immagine di Pietralba e con ciò le conferì una patina di autenticità che sembrò addirittura accrescere la sua brama miracolosa. Malgrado ciò neppure il cuore di Sua Eccellenza è spoglio di perplessità che troveranno risposta solamente quando l’immagine di Laives sarà riportata lassù a Pietralba e sia realmente possibile raffrontare le due immagini per individuare quella falsa. Nel frattempo, la ripresa significativa dei pellegrinaggi nella nostra terra ha contribuito non poco all’intensificarsi dei rapporti con i nostri vicini italiani. Dato il gran numero di sante messe ordinate dai pellegrini, il clero tedesco non è più in grado di esaudire tutti i desideri. Ne consegue che molte centinaia di richieste di messe si dirigono verso le terre italiane e ciò a prezzi decisamente più convenienti, dato che in quei luoghi vengono celebrate per un prezzo ribassato dal dieci e al venti percento rispetto al Tirolo tedesco. L’eccedenza è trattenuta, con gran soddisfazione dei patrioti, in mani tedesche e contribuisce in larga parte al sostentamento del nostro clero.
Qui termina il breve racconto della storia dell’Immagina Sacra dovrebbe poi provare, che in questa terra siamo ancora in grado di subordinare le cose terrene a quelle ultraterrene e di non trascurare, tra le inezie del presente, quelle eterne. Se anche il progetto ferroviario, la regolamentazione del corso dell’Adige, la questione forestale eccetera sono assurti agli onori della cronaca, ciascuno che ben ci conosca è conscio del fatto che, in mezzo a tanta confusione, possibilità e chimere, alla fin fine ci affidiamo sempre volentieri alla mano dei nostri preti per il bene della nostra salute eterna.

Autore: Reinhard Christanell