Aveva sollevato qualche dubbio e perplessità l’implementazione nello scorso aprile, in piazza Gries a Bolzano, della prima casa avanzata dell’Alto Adige. Ora, dopo quasi di tre mesi dalla sua implementazione, la situazione sembra però essere cambiata in positivo. Vediamo insieme perché.
La “casa avanzata” è un modello di mobilità sperimentale pensato per garantire un miglior flusso del traffico in uno dei punti più pericolosi per i ciclisti: l’incrocio semaforico che dalla piazza centrale del quartiere punta dritto per via Martin Knoller e permette la svolta a destra verso via Fago. Una soluzione innovativa che sembra essere più difficile da spiegare che da utilizzare e che è stata già adottata da diverse città italiane ed estere. Si tratta, in sostanza, di un apposito spazio dipinto di rosso sul manto stradale in prossimità degli incroci riservati alle biciclette e posti in una posizione più avanzata rispetto alla linea di stop per i veicoli a motore. Un ‘cuscinetto’ che permette ai ciclisti di aspettare il verde in una posizione di maggiore visibilità, garantendo loro la precedenza e aumentando così la sicurezza stradale.
Tra i principali sostenitori della casa avanzata c’è il consigliere comunale Matthias Cologna che già un anno fa propose una mozione in Consiglio per l’implementazione di tale sistema: “Sono di facile applicazione e soprattutto molto economiche, in quanto è solo necessario dipingere l’asfalto – spiega Cologna -. Lo ritengo uno strumento utile per rendere molto più attrattivo l’uso della bici”.
Comprensibilmente però durante i primi giorni non tutti i bolzanini che transitavano nel cuore di Gries avevano compreso il funzionamento della casa avanzata. E si sa, quando si parla di mobilità a Bolzano tutte le novità vengono viste con un occhio particolarmente scettico. C’è chi aveva scambiato la casa avanzata per un finto attraversamento pedonale e chi la utilizzava senza immettersi al suo interno attraverso la ciclabile che costeggia il fianco destro della piazza.
Ora, dopo quasi di tre mesi dalla sua implementazione, la situazione sembra però essere cambiata in positivo: “In generale la città ha risposto molto bene a questa novità e posso dire che il sistema è stato ben recepito e che adesso funziona in maniera fluida – prosegue Cologna -. Abbiamo monitorato attentamente il comportamento di ciclisti e automobilisti: i primi si allineano sempre nella loro corsia riservata, mentre i secondi si fermano correttamente prima dello stop”.
Serviva insomma un po’ di pazienza prima che tutti intuissero le potenzialità di una soluzione che si inserisce all’interno di un potenziamento della rete ciclabile, e che in futuro verrà adottata anche da altri quartieri e hotspot cittadini. “Quello delle case avanzate è un tema che introdurremo in Commissione Mobilità ogni qual volta si discuterà di un nuovo progetto per capire se è possibile inserirne di nuove”, conclude Cologna. Tra i tratti individuati per l’attuazione di questo tipo di segnaletica stradale orizzontale ci sono quelli tra corso Libertà e corso Italia (piazza Mazzini), l’incrocio fra via Torino/via Firenze e via Roma e quello tra via Dalmazia e via Rovigo vicino al Teatro Cristallo. Una nuova casa avanzata sarà sicuramente inserita all’interno della riqualificazione di via Sassari, a Don Bosco.
Autore: Alexander Ginestous