QuiIntervista a Mario Punzi, la musica come passione ed occupazione, una vita passata al suo servizio. Ha una figlia che è un vulcano e a 54 anni si è scoperto chitarrista ed autore, grazie ad un incontro particolare. Gli piace viaggiare, soprattutto se la ragione è fare dei concerti. Lo appassiona l’hockey su ghiaccio ed è il tifoso meno sportivo ed obiettivo che esista.
La cosa che più mi piace di me stesso.
L’ottimismo.
Il mio principale difetto.
L’impazienza.
La volta in cui sono stato più felice.
Il giorno della nascita di mia figlia.
La volta in cui sono stato più infelice.
Quando ho deciso di separarmi.
L’errore che non rifarei.
Fidarmi delle persone sbagliate.
Il capriccio che non mi sono mai tolto.
Fare un viaggio in Canada coast to coast.
Il colore che preferisco.
Il rosso.
Il mio piatto preferito.
La carbonara.
Il mio musicista preferito.
James Taylor.
Il mio pittore preferito.
Van Gogh.
Del mio aspetto non mi piace…
La pancia.
Non sopporto…
La mancanza di rispetto.
La qualità che preferisco in una donna.
L’allegria.
La mia paura maggiore.
La solitudine.
Il giocattolo che ho amato di più.
Una tastiera elettrica Bontempi.
La disgrazia più grande.
Perdere i genitori.
L’oggetto a cui sono più legato.
Una delle mie batterie, la Yamaha RC 9000 Steve Gadd.
Mi sono sentito orgoglioso di me stesso quando…
Quando mi sono diplomato in Conservatorio nel 2015.
Il mio primo ricordo.
All’asilo. Piangevo perché non volevo restare.
Per un giorno vorrei essere…
Libero.
Se fossi un animale, sarei…
Un orso.
L’ultima volta che ho pregato.
Ieri sera prima di addormentarmi.