Formazione e informazione per una città inclusiva e diversa

Puntano sull’inclusione – reale e partecipata – gli attori che, dopo la prima stagione di progettazione dell’anno scorso, hanno deciso di proseguire nei ragionamenti per rendere Bolzano una città più semplice da abitare, anche per i nuovi cittadini e per le nuove cittadine.

“Formare, Informare, Abitare” è nato nel 2021 da un’idea dell’Assessorato all’Ambiente, alla Cultura, alle Politiche di integrazione e Pari Opportunità del Comune di Bolzano, con il cofinanziamento della Provincia Autonoma di Bolzano e tramite il Servizio di Coordinamento per l’Integrazione. Ha visto coinvolti diversi enti e associazioni, tra cui La Strada – der Weg, la cooperativa sociale Studio Comune e EURAC Research, che insieme hanno costruito un ricco percorso, articolato in modo ramificato. Erano previsti, infatti, degli incontri di approfondimento su diverse tematiche (l’accesso ai servizi essenziali del territorio, a quelli culturali, al lavoro e alla formazione, così come all’alloggio) dedicati ai nuovi cittadini, con l’obiettivo di accrescere la conoscenza delle opportunità presenti sul territorio per un’inclusione reale; dei tavoli di lavoro per enti pubblici e privati sul tema dell’abitare la città, in un’ottica di analisi e scambio di buone pratiche; incontri aperti al pubblico, per implementare le idee e la ricerca di soluzioni sul tema dell’alloggio e infine, la creazione di video di facile fruizione, presenti sul web, per aiutare i nuovi cittadini nell’orientamento ai servizi presenti sul territorio.
L’interesse concreto degli enti pubblici, delle associazioni e degli attori coinvolti nel dare seguito a questa iniziativa è confluito quest’anno in “Formazione e Informazione per una città aperta e inclusiva”. “Ad aprire il progetto”, spiega Irene Visentini – tra le fondatrici di Studio Comune – “ci sono stati due focus group dedicati ai bisogni dell’associazionismo migrante, per un’analisi dei fabbisogni formativi come associazioni di rappresentanza, che poi porteranno alla creazione di un workshop, in autunno. Questi incontri hanno dimostrato come sia ricco il tessuto associativo migrante e quale sia la varietà dei servizi che offre”. Continuerà inoltre il tavolo di lavoro di rete, non più solo sul tema dell’abitare, chiarisce Visentini “ma sul vivere e convivere, sul tema dell’inclusione culturale, con il coinvolgimento delle biblioteche comunali che già l’anno scorso si sono dimostrate interessate e già attive sul tema dei servizi inclusivi. Ci saranno due open space rivolti alla cittadinanza e anche un progetto pilota, che emergerà durante le attività e sarà co-progettato con chi parteciperà”. L’idea è quella di creare uno spazio di incontro e confronto strutturato tra soggetti del territorio interessati alle politiche e interessati dalle politiche di integrazione e dalle misure di inclusione. Si tratta quindi di un progetto di rete e di partnership, di attivazione del territorio a diversi livelli per far emergere quali sono i bisogni, ma anche quali sono le opportunità che il territorio offre, in un clima di reciprocità. “è molto importante – conclude Irene Visentini – inoltre la collaborazione stretta tra privato, Terzo Settore, pubblico e cittadinanza. Questo è il cardine del progetto e può essere una leva per affrontare le criticità e le opportunità insieme, tenendo conto delle prospettive e delle visioni diverse e consapevoli”.

Autrice: Ana Andros: COOLtour