Com’è profondo il mare

Lasecondaluna apre la nuova stagione mostre con la personale della fotografa bolzanina Claudia Corrent. Le sue immagini inaspettate e affascinanti nascono dall’accostamento tra materiale d’archivio e fotografie più recenti. Un modo per esplorare il passato ed aprirlo a storie nuove e personali.

Portare il mare a Laives, in via Pietralba: possiamo dire che un po’ c’è riuscita la fotografa bolzanina Claudia Corrent con la mostra “Uno Nessuno Centomila”.
L’esposizione, curata da Amanda Filippi, si compone di collage fotografici digitali provenienti da diversi progetti dell’artista. Il collage è una tecnica che permette di creare nuove opere sovrapponendo carte, ritagli di giornali, fotografie e altro ancora. Nelle sue opere, Corrent lo fa sovrapponendo fotografie storiche, spesso provenienti da archivi pubblici e privati, con immagini recenti, scattate da lei.
Dalle associazioni, che nascono intuitivamente scaturiscono nuove, inaspettate immagini: affascinanti, misteriose, surreali. Immagini che, complice anche la patina antica, raccontano di paesaggi interiori, stati d’animo, emozioni. Figure, spesso femminili, sono immerse, avvolte da elementi naturali : la testa in una nuvola, o per metà nel mare. Mare che, come si diceva in apertura, ricorre spesso nel lavoro di Claudia Corrent.

La fotografa bolzanina ama infatti lavorare sull’elemento acqua, simbolo di rinascita e purificazione. E non a caso, Corrent ha scelto di recente di trasferirsi definitivamente a Venezia. Quando le chiediamo a bruciapelo il perché, ci risponde sorridendo e senza esitare: “perché Venezia è sempre uguale ma, grazie all’acqua, cambia in continuazione”. In questo senso, la mostra non propone solo delle fotografie da ammirare (per quanto eleganti e “belle”), ma invita a “mettersi in gioco” con la propria immaginazione.

Come suggerisce anche la curatrice Amanda Filippi: “Scattiamo foto per ricordare, per lasciare una traccia di noi stessi, del nostro presente e del nostro passato. ‘E se non fosse così?’ ci chiede l’artista. ‘Se potessimo usare il terreno del simbolico per poter immaginare e creare nuove storie?’. Attraverso la destrutturazione delle fotografie del passato e la loro fusione con paesaggi moderni, l’artista crea immagini nuove che suggeriscono possibilità, scenari inattesi, sguardi altri.”
Anche il titolo scelto per la mostra “Uno, nessuno, centomila”, citazione del celebre romanzo di Pirandello, si riferisce alle “centomila” possibilità di immaginazione che le opere di Corrent ci invitano ad esplorare. Tornando ad aspetti più tecnici, ricordiamo che, tra i collage in mostra, si trovano anche quelli del progetto “Il tempo e l’immagine.
L’archivio trasformato”, che si compone di fotografie di famiglia private e scatti provenienti da archivi online digitali, tra cui l’interessantissimo archivio del Fondo Fotostudio Waldmüller della Provincia. Completano l’esposizione fogli sparsi, in cui citazioni da testi letterari si mescolano frammenti di canzoni. A noi è capitato in mano “Invito al Viaggio” di Franco Battiato, ci piace concludere con i versi dalla canzone scelti per la mostra, “Dormono pigramente i vascelli vagabondi/ Arrivati da ogni confine/Per soddisfare i tuoi desideri”.

Info: Claudia Corrent, “Uno, nessuno, centomila”, Sala Espositiva, via Pietralba 29, Laives.
Fino a sabato 2 aprile Orari:da martedì a giovedì:16–19; venerdì e sabato: 10–12 e 16–19. Ingresso libero. Nel rispetto delle norme anti-Covid è obbligatorio l’utilizzo della mascherina ed essere in possesso del Green Pass.

Autrice: Caterina Longo