L’esodo giuliano-dalmata in Alto Adige

Un nuovo memoriale per mantenere vivo il ricordo e non dimenticare. Ma anche per mettere faccia a faccia le nuove generazioni con il passato e far sì che quest’ultimo non si ripeti di nuovo. È stata inaugurata sul Lungo Talvera San Quirino, all’altezza di via Fiume, la nuova area riqualificata dedicata alla storia dell’esodo della comunità giuliano-dalmata, fuggita alla fine della Seconda Guerra Mondiale dai territori dell’Istria e dalla Dalmazia, per sottrarsi ai partigiani di Tito e all’orrore delle foibe.

Si tratta di un’opera necessaria che funge da monito contro i pericoli del fanatismo ideologico e delle discriminazioni dilaganti nella società dei giorni nostri. Dei circa 350mila cittadini di nazionalità italiana fuggiti verso nuovi lidi, 2.500 arrivarono nella nostra provincia con la speranza di potersi rifare una vita dimenticando le sofferenze di quella precedente. A Bolzano molti trovarono ascolto e protezione, riuscendo ad integrarsi – seppure con iniziale fatica – nel tessuto sociale, culturale ed economico della città, creando un valore aggiunto d’arricchimento al suo sviluppo.

IL MEMORIALE
Il progetto dietro al nuovo memoriale è stato sviluppato basandosi su tre concetti che hanno fatto da pilastro per la sua realizzazione.
Il primo concetto è quello di confine, da sempre simbolo di esodi e di divisione, che si è concretizzato nella realizzazione di un “muro” composto da assi di legno.
Il secondo è quello di sosta, raffigurato all’interno del memoriale dalle panchine di marmo bianco. L’ultimo concetto è quello di ricordo, simbolizzato dalla stele e dalle scritte informative presenti nell’opera. Quello che ne è venuto fuori è un nuovo spazio pubblico dove tutti i cittadini potranno incontrarsi, leggere le storie di chi ha subito il dramma storico, porsi delle domande e ricordare un avvenimento storico ancora troppo spesso dimenticato.

LE PAROLE DEL SINDACO CARAMASCHI
La cerimonia d’inaugurazione, avvenuta in occasione della Giornata del Ricordo 2022, si è aperta con il racconto di una delle storie simbolo di questo esodo, quella di Egea Haffner, l’allora bambina che fu fotografata con una valigia in mano e la scritta “Esule Giuliana”.
Uno scatto dal forte impatto visivo diventato iconico.
“È importante conoscere e comprendere il dramma vissuto dalle tante persone che hanno dovuto abbandonare la propria terra, la propria casa, i propri affetti, i propri cari. I totalitarismi sono la negazione della libertà e della dignità umana e noi vogliamo tenere vivo il ricordo con questo nuovo memoriale. Molti esuli istriani, fiumani e dalmati si sono dovuti ricostruire le proprie esistenze in una città a loro sconosciuta, ma che li ha comunque accolti senza discriminazione, contribuendo con impegno allo sviluppo cittadino”, ha dichiarato il sindaco Renzo Caramaschi, che ha colto l’occasione anche per consegnare due medaglie d’onore agli ex sindaci di Bolzano originari di quelle terre Giovanni Salghetti Drioli e Giovanni Benussi.

Autore: Alexander Ginestous