Si intitola “Laivesotti, crescere nel subborgo” la mostra fotografica al centro Fly di Laives, visibile fino al 5 marzo prossimo. La mostra nasce da un progetto di Andreas Bertagnoll, fotografo ed educatore del centro, che ha ritratto circa 30 ragazzi e ragazze di Laives e dintorni per indagarne “le diverse linee d’identità nella periferia altoatesina”. Messi davanti all’obiettivo sullo sfondo di luoghi e paesaggi della Bassa, ragazzi e ragazze ci guardano seri e, sembra, fieri di una giovinezza e di un’identità tutta da scoprire.
Cosa si vede nella mostra?
Ritratti di giovani e giovani adulti tra i 14 e i 22 anni – che frequentano o hanno frequentato il nostro centro giovanile- le foto le ho scattate io come fotografo ed educatore, ma i posti in cui farsi fotografare, “mettersi in scena”, li hanno scelti loro.
Qual è l’intento del progetto?
Guardare a cosa significhi vivere da giovani a Laives, che si differenzia rispetto ad altri posti dell’Alto Adige, è una realtà più multiculturale ma anche periferica.
E cosa è emerso?
Che la noia ha un certo importanza perché è una specie di terra di mezzo, non è come vivere in campagna o città. La vicinanza a Bolzano è allo stesso tempo un vantaggio e uno svantaggio, perché la città chiama e “risucchia”. Molti vivono qui ma non si identificano con il posto, certo senza generalizzare.
Cosa si aspettano, cosa sognano i giovani?
Be’ da un lato gli piacerebbero più occasioni di incontro, locali, discoteche – con la pandemia abbiamo tutti vissuto sulla nostra pelle che la dimensione digitale non sostituisce la vita reale. Molti soffrono del fatto che Laives sia stato costruito molto, anche edifici non sempre belli, ma che non abbia un vero e proprio centro, una piazza… per certi versi, il centro è una lunga strada, con un nome del presidente americano Kennedy. Ma ci sono anche aspetti positivi.
Ad esempio?
Ci sono impianti sportivi e tante associazioni attive nello sport, oltre alla vicinanza alle zone verdi, questo è un grande vantaggio. E poi tutto dipende dai punti di vista: un ragazzo che abita a Laives ma ha origine indiane mi ha detto che la città è bellissima, e gli piace il fatto che si incontrino persone di tutti i paesi. Insomma, dipende sempre da quello che hai da perdere o da realizzare.
E’ parte del progetto anche un catalogo con testi di Yvonne Saltuari, Marco Russo e Andreas Bertagnoll. La mostra “Laivesotti” è visitabile dalle ore 15 alle ore 18.30 dal 18 al 20.02 , dal 24 al 26.02 e dal 03 al 05/03. Centro giovani Fly, Passaggio scolastico Marian Damian 8, Laives (ingresso gratuito nel rispetto delle normative anti Covid).
Autrice: Caterina Longo