Una serie di incontri che si svolgono in un clima informale e partecipativo, fra amici, verrebbe da dire, se non fosse che queste serate vengono organizzate dal direttivo di un’associazione che assomiglia più ad una grande famiglia che ad un sodalizio tout court. Anche quest’anno tornano dunque i “Giovedì del Cai”, conferenze in cui ospiti speciali parlano di tematiche inerenti al mondo delle vette; sono incontri aperti a tutta la cittadinanza, ad ingresso libero, e si svolgono al Centro per la Cultura in Via Cavour alle ore 20.30.
Una visione a 360 gradi della vita in quota
Il filo rosso che collegherà i giovedì del 2022 sarà “La vita in montagna: passato, presente e futuro” che mira ad approfondire i vari aspetti della vita in montagna; un progetto che vuole invitare tutti a conoscere meglio la natura e il clima, la vita e il lavoro, i rischi connessi al cambiamento climatico e al turismo, le tradizioni e le sfide del domani delle Terre Alte nostre e in altre parti del mondo, per capire come possiamo contribuire noi a mantenerne la vitalità e la bellezza.
Perché, come scrive Luca Calzolari, direttore responsabile di “Montagne 360”, la rivista ufficiale del Cai, “quello che più sta a cuore al Club alpino sono l’ambiente montano (ma non solo) e i suoi abitanti. Gli uomini, certo. Ma anche la flora e fauna. Ecco, è proprio partendo da questi presupposti che la mission culturale del Cai si rafforza e prende forma nelle parole che racchiudono idee e visioni. Non solo del presente, ma anche del futuro, che è sempre più necessario tutelare e salvaguardare.”
Il primo incontro con l’ambientalista storico
Il primo appuntamento è per il 17 febbraio con l’autore del libro “Avere cura della montagna” Luigi Casanova, guardiano delle foreste nelle Valli di Fiemme e Fassa, ambientalista storico, esponente di Mountain Wilderness, Cipra e Italia Nostra. Le montagne non rappresentano solo il più grande patrimonio naturale del nostro Paese, ma anche una preziosa riserva della “coscienza ambientale” che vive nei nostri territori. Questo libro spiega perché bisogna avere “cura” della montagna, delle sue foreste sempre più colpite dalle tempeste e dai cambiamenti climatici, delle sue acque minacciate dall’idroelettrico, delle aree che il turismo di massa e i grandi eventi vorrebbero trasformare in impianti o in un’appendice delle grandi città di pianura, dei parchi e delle aree protette che devono fare rete, degli animali che ne sono anche loro “cittadini”. Le proposte più avanzate del mondo ambientalista e i suoi più importanti documenti, a partire dal “Manifesto di Camaldoli”: un’analisi che parte dalle Alpi e da uno dei suoi luoghi-simbolo, le Dolomiti, ma il cui messaggio può essere esteso a tutte le “terre alte” e, in fondo, all’Italia intera. Non solo per conservare e proteggere la natura ma per far crescere un’economia responsabile e per creare posti di lavoro.
In programma anche la rassegna cinematografica
Per quest’anno, inoltre, è stata organizzata anche una rassegna cinematografica dal titolo “Altre Montagne” , che vuole raccontare storie ed esperienze di vita provenienti da zone lontane, diverse da quello che conosciamo, ma proprio per questo affascinanti. Quattro gli appuntamenti: il 10 marzo, il 12 maggio, il 20 ottobre ed il 1 dicembre.
Autore: Luca Masiello