Il Karate e quella forza interiore che fa vincere

Trionfo per i ragazzi dello Shotokan Ryu Karate di Laives nella competizione “Trofeo città di Arsiero”, in provincia di Vicenza, svoltasi nei giorni scorsi. Marica La Placa, Patrick Veronese e Luca Beriotto hanno guadagnato il podio nella competizione, che ha raccolto quasi 300 iscritti: “Sono numeri al di sopra di ogni previsione e testimoniano il fatto che nei giovani agonisti di questa disciplina la voglia di fare sport è altissima, dopo uno stop di quasi due anni a causa della situazione pandemica. E’ stata una gara di ottimo livello, in cui abbiamo confermato i nostri buoni risultati” – ci ha raccontato Michele La Placa, appassionato allenatore dell’associazione di Laives, di cui è anche fondatore. Una passione trasmessa appieno ai suoi ragazzi e ragazze, che nel “Trofeo di Arsiero” hanno quindi portato a casa i seguenti risultati: Marica La Placa è medaglia d’oro nel kata femminile Senior, mentre nella sezione Juniores del kata maschile Juniores Patrick Veronese è medaglia d’oro e Luca Beriotto medaglia d’argento.

Vittorie che riempiono i giovani di soddisfazione, ma mai di presunzione, perché il karate è soprattutto una disciplina di pensiero e non di ostentazione di muscoli: non a caso il suo ideale è “vincere senza combattere”. Un insegnamento racchiuso anche nel significato della parola karate, composta da vuoto e mano: un vuoto inteso come mettersi al lavoro per fare vuoto dentro si sé, fare i conti con sé stessi e trovare quella fiducia che, accompagnata dalla calma, spiazza l’avversario. Alle olimpiadi di Tokyo 2020 il karate è stato inserito “come sport in prova”, ma purtroppo non è stato confermato per le olimpiadi di Parigi 2024. 

Nato come disciplina riservato agli uomini, ormai il karate è ampiamente praticato anche da molte ragazze. Ne abbiamo parlato con Marica La Placa, che ha respirato l’aria di karate fin nella culla: papà Michele infatti è il fondatore e presidente dello Shotokan Ryu Karate Laives ed è Maestro 5° Dan. Nata a Bolzano nel 1999, Marica può vantare una bella collezione di vittorie come karateka: nel 2012 si era già aggiudicata la coppa Italia; nel 2013 è stata vice campionessa italiana, campionessa del mondo e seconda al Grand Prix d’Italia. Ci racconta che, dopo un periodo di stop per motivi lavorativi, ora ha potuto riprendere a pieno ritmo con il karate a livello agonistico.

Vista la storia familiare, dedicarsi al karate era quasi in obbligo… come è nata in te la passione per questa disciplina? 
In realtà non mi hanno influenzata: prima di sceglierlo ho provato tanti altri sport, dalla pallavolo al pattinaggio, dalla danza classica all’arrampicata… solo che se ce l’hai nel sangue lo senti e non puoi che prendere questa strada. Mi ha spinto il gruppo – siamo molto uniti e per me è come una seconda famiglia: quando indosso il kimono mi sento a casa. E, certo mio padre ha saputo trasmettermi il suo amore per questa disciplina, gli si illuminano gli occhi ogni volta che parla di karate.

Quando hai iniziato?
A nove anni a Laives; abbiamo avuto vari cambi di palestra, ora ci alleniamo a Pineta, ma il gruppo è rimasto lo stesso, quello Shotokan Ryu Karate, nato oltre vent’anni fa, prima che io nascessi. Ho voluto provare con il mio gruppo di amiche di allora – loro col tempo se ne sono andate tutte, ma io sono rimasta.

Cosa ti dà il karate?
Sicurezza: per me è questo il karate, rispetto e sicurezza. E’ un percorso per migliorare il tuo io, che ti aiuta ad affrontare qualsiasi cosa. Praticandolo, ho imparato il rispetto per gli altri e per sé stessi.

Hai avuto difficoltà come ragazza?
No, nessuna difficoltà per il fatto di essere donna perché il karate è rispetto in tutto, quindi anche della parità tra i sessi. A proposito, c’è una cosa che mi riempie di orgoglio.

Di pure…
Tempo fa con lo Shotokan Ryu Karate mio padre ha offerto corsi gratuiti di autodifesa per le donne ed è stato belle vederle arrivare piene di entusiasmo e migliorare, imparare a sapersi difendere, un tema molto attuale oggi.

Come è stato in questi anni di pandemia allenarsi?
Abbiamo ripreso ad ottobre scorso dopo un lungo stop e non è stato facile perché l’agonismo richiede molta costanza e sforzo fisico: potenza muscolare, fiato, velocità e soprattutto devi essere concentrata, devi “esserci con la testa”, come si dice. Per fortuna la voglia di ripartire era tantissima ed in pochi mesi abbiamo recuperato alla velocità della luce.

Prossime sfide in programma?
Sicuramente il campionato italiano che si terrà a Rimini nel maggio prossimo e il Grand Prix d’Italia  che si svolge a dicembre in provincia di Monza.

Cosa ami fare quando non fai karate?
Nel tempo che rimane tra il lavoro e gli allenamenti mi piace stare in famiglia, con il mio ragazzo e la nostra gattina, leggere e naturalmente viaggiare!

Autrice: Caterina Longo