La proposta di attivare una Ztl modulabile per ridurre il traffico nel centro di Bolzano e vietare l’ingresso alle auto dei non residenti ha già infiammato il dibattito pubblico e istituzionale.
L’idea, avanzata qualche giorno fa dall’assessore provinciale alla mobilità Daniel Alfreider, nasce dall’osservazione del sistema a tre fasce, già adottato dalla Città di Milano per controllare il flusso di macchine sulle strade della metropoli. Lì le zone Ztl sono divise in tre fasce: una fascia A non accessibile, e due fasce B e C a pagamento. A dare manforte a questa idea c’è anche l’installazione di una serie di nuove telecamere, che permetterebbe di aiutare a riconoscere le targhe dei veicoli in entrata e in uscita, controllando così chi è autorizzato ad accedere oppure no. Un provvedimento che mira a fronteggiare il forte traffico generato da orde di turisti che ha intasato strade e località dell’Alto Adige, ma che, dall’altra, inciderebbe non poco sui tanti pendolari che quotidianamente raggiungono il capoluogo altoatesino, come quelli della vicina Laives e San Giacomo e più in generale della Bassa. Uno dei grandi punti in sospeso, in attesa di ulteriori sviluppi dopo l’incontro tra Provincia e Comune di Bolzano di inizio settembre, è quello di capire a chi sarà destinata la nuova organizzazione: solo ai turisti o anche ai pendolari? Ci saranno deroghe? È qui che si giocherà gran parte della fattibilità politica del progetto.
Una prima reazione è arrivata dal sindaco di Laives Christian Bianchi, che ha commentato così la notizia: “La proposta deve essere applicata in primis ai turisti. Quando entri in città non c’è nulla di più comodo che lasciare la macchina fuori e usufruire degli autobus per raggiungere il centro. Ciò comporta zero stress e grande beneficio per tutti. Non è possibile vedere le vie del centro assediate dalle targhe straniere, e i lavoratori pendolari perdere ore bloccati in mezzo al traffico, è inaccettabile”. Il primo cittadino sottolinea poi quale sia l’opera prioritaria da dover realizzare per risolvere il problema del traffico: “Credo sia necessario procedere subito con la progettazione e realizzazione della variante in galleria. Sono contento che anche le associazioni imprenditoriali siano allineate su questa posizione. Senza la variante alla SS12 la mobilità di Bolzano è destinata a questa continua congestione, con blocchi, ed incredibili costi per tutti”.

Non solo Bolzano ma tutto l’Alto Adige convive ormai da anni con un sovraffollamento esagerato di turisti, i cui effetti si ripercuotono sull’ambiente, sulla vita dei residenti e sulla qualità dell’offerta turistica stessa. Per questo è necessario adottare misure alternative, come le limitazioni agli ingressi giornalieri in un’attrazione, la chiusura totale di alcuni siti e regolamenti mirati per ridurre i disagi causati dai turisti. Esattamente come accade in tante grandi città Europee. Nel concreto però, il grande nodo che le amministrazioni devono tentare di sciogliere è quello di riuscire a fornire ai cittadini locali mezzi di trasporto efficienti che siano alternativi all’auto privata (in Alto Adige ce ne sono la bellezza di 925 ogni 1.000 abitanti), perché l’offerta dei mezzi pubblici non è del tutto adeguata alle esigenze della popolazione. Con il ritorno in classe degli studenti a partire dal 6 settembre gli autobus torneranno a riempirsi in maniera inverosimile e lo stesso si può dire per tutti i treni regionali che transitano lungo le stazioni della Bassa Atesina. È quindi necessario investire sia in un maggior numero di corse e linee, che in una maggiore sensibilizzazione all’uso della bicicletta (visto anche l’ottimale collegamento ciclabile tra Bolzano e Laives) o del monopattino elettrico, magari favorendo incentivi all’acquisto. I dati dicono che negli ultimi mesi estivi, complice l’arrivo di molti turisti, è aumentata la richiesta di e-bike per muoversi lungo il territorio. Un trend che andrebbe intercettato e riconvertito anche a favore dei residenti, fornendo ai cittadini possessori di tali mezzi ciclabili un’ulteriore estensione delle piste ciclabili e posti sicuri dove parcheggiarle, specie se pendolari, per raggiungere il luogo di lavoro a Bolzano in sicurezza.
Autore: Alexander Ginestous