Paese che vai, libreria che trovi

Si concluderà a breve l’esperienza sessennale svolta come libraio da Davide Pietroforte, giovane pugliese arrivato a Bolzano sei anni fa. Abbiamo fatto il punto della situazione su quanto accaduto fino ad oggi e sulle esperienze che lo hanno portato nel capoluogo altoatesino; analizzando, con una prospettiva diversa dal consueto, il mondo delle librerie e la nostra città.

Davide Pietroforte

Attualmente lavori in centro a Bolzano, cosa ti ha portato fino al cuore di questa città?
“Dopo aver studiato scienze della comunicazione e marketing, ho colto l’occasione di poter svolgere un master a Orvieto, attraverso la Scuola Librai Italiani, proprio per diventare librario.
Ho prima lavorato in diverse librerie a Bari, poi a Roma dove sono rimasto per due anni. Durante questo periodo sono entrato in contatto, tramite i social, con un altro libraio, Marcello, che mi propose un posto di lavoro a Bolzano. Ecco, allora, che dal 2015 svolgo qui la mia attività. Questa è stata un’esperienza che mi è servita per concludere il mio apprendistato e ha fatto di me un vero e proprio venditore di libri.”

Questi sei anni ti hanno permesso di conoscere nuove frontiere e vedere dall’esterno diverse librerie, raccontaci qualche aneddoto…
“Sono stati anni fondamentali per la mia crescita che mi hanno consentito di viaggiare il mondo dove, oltre al turista, sono stato anche in visita presso alcune librerie, avendo l’opportunità di parlare e confrontarmi con dei miei colleghi librari.”

Il libraio Marcello con Davide Pietroforte


Prima l’Islanda, poi il Giappone e, infine, la Florida: paese che vai, libreria che trovi…
“La mia prima vacanza dopo essermi trasferito a Bolzano è stata a Reykjavík. Qui, come d’abitudine, sono entrato in una libreria: era colma quasi esclusivamente di un libro di Italo Calvino. Dopo aver parlato con il mio corrispettivo islandese ho capito che “Se una notte d’inverno un viaggiatore” era uno tra i libri più venduti d’Islanda. Ciò che per noi è un classico, era per loro un libro di punta grazie a una recente traduzione in islandese.”
“Le librerie in Giappone danno l’impressione di essere dei giganteschi magazzini. A differenza delle librerie occidentali, dove i libri vengono esposti con le proprie copertine sia di faccia che di costa, qui sono esposte esclusivamente di costa. In Europa, per la vendita dei libri, la scelta tra la copertina frontale e la costa è fondamentale. In Giappone, invece, è dettata dalla tipologia di lettura degli ideogrammi che va dall’alto verso il basso.”
“In Florida ho vissuto un’esperienza impressionante, le librerie sono enormi, assomigliano a dei veri e propri centri commerciali. Purtroppo, però, l’unica parte veramente frequentata dalle persone è l’area della caffetteria; comportamento dovuto al basso numero di lettori presenti nella zona.”

Cosa ti porti via da questa esperienza a Bolzano?
“In questi due anni in libreria ho ampliato la mia conoscenza delle caratteristiche dei lettori. Sono stati spesso proprio loro a consigliare a me determinati libri, mantenendo sempre un costante dialogo. Durante il momento del commercio, quando un cliente si trova in cassa, non vi è solo il gesto dello scontrino, ma in libreria, più che in altri negozi, c’è una profonda relazione tra librario e cliente frutto della comune passione per i libri. Non vi è solo la vendita al dettaglio, ma una condivisione delle esperienze di lettura.”

Ed ora?
Continuerò a rimanere legato al mondo dei libri tramite l’attività da libraio, con l’aggiunta di questi intensi sei anni passati a Bolzano.

Autore: Andrea Dalla Serra