Nello scenario collettivo, passare per Corso della Libertà e percorrere una delle due gallerie piene di negozi o per raggiungere la passeggiata Lungo Passirio è una cosa ormai usuale.
Non fu però così semplice, nel 1959, per Ronca progettare e costruire il complesso architettonico commerciale in quell’epoca. Da un lato si trovò contro gli esercenti del centro storico, timorosi dello stravolgimento del commercio meranese, dall’altra i nostalgici della Merano asburgica e dei suoi edifici d’epoca.
Venne organizzata una raccolta di firme per impedirne la sua realizzazione, ma prevalse il buon senso: la città era in pieno rilancio economico, e un edificio al passo coi tempi poteva contribuire a rilanciare Merano a livello europeo. A pochi passi dal centro storico, Ronca porta dunque la prima galleria con negozi, uffici, abitazioni con tutto il linguaggio dell’architettura moderna.
Soffermandosi sull’ aspetto compositivo, l’architettura è contrassegnata da tutte quelle forme a “spigolo” che diventeranno sue caratteristiche a partire dagli anni ‘60. Qui, per la prima volta abbandona le forme del passato, che avevano caratterizzato un’architettura più “morbida”, tipica invece del linguaggio roncaniano degli anni ‘30 / ‘50.
I negozi sul fronte strada e nelle gallerie si sviluppano su due piani con ampie superfici vetrate a “tutta vista”. A Merano diventa interessante da parte del progettista la rivisitazione delle gallerie ottocentesche tipiche delle grandi capitali europee, riconcepite con il linguaggio del moderno. Ronca adegua il suo lessico alle forme architettoniche locali, in primo luogo gli Erker: sul prospetto verso Corso Libertà vengono proposti movimenti di rientro e di sporgenza su tutta la facciata. Marcapiani e pilastri a vista demarcano la struttura compositiva, mentre rivestimenti in tessere ceramicate arricchiscono i prospetti principali. Elementi di completamento – come lampadari, altorilievi bronzei e la cura di altri particolari – ne fanno un insieme piacevole ed armonioso. Un modello come la galleria, portata a Merano, diventerà da subito un archetipo vincente: ultimata nel 1963, vide la quasi contemporanea costruzione di quella di via delle Corse (1960-1965). A queste ne ne seguiranno tante altre.
Autore: Flavio Schimenti