In questo numero di Qui Bolzano abbiamo voluto tracciare la storia del quartiere di Rencio. Ci siamo rivolti al Prof. Ferruccio Cumer, conosciutissimo per essere stato professore di scuola secondaria per generazioni di studenti bolzanini, che da sempre vive a Rencio, il quale all’appuntamento ci ha presentato il signor Luciano Tiso, lui sì, a detta di Cumer, autentico conoscitore della storia del quartiere e dei suoi aneddoti.
Dalla conversazione sono emersi aspetti di Bolzano che non tutti conoscono. Innanzitutto che Rencio era una delle dodici Malgreien, potremmo dire uno dei borghi, del comune di Dodiciville. Dalla targa esposta a lato del Passaggio Julius Perathoner, l’arco che collega Piazza Municipio a Via Piave, sappiamo che il 30 dicembre del 1910 ci fu la fusione dei comuni di Bolzano e Dodiciville. Dodiciville che per noi, bolzanini del XXI secolo, non è che il quartiere che da Ca’ de Bezzi, Piazza Municipio e la stazione Ferroviaria si estende verso Est, verso Piazza Dogana e la funivia del Renon e oltre fino quasi a Cardano.
Luciano Tiso: “In realtà il Comune di Dodiciville in passato era molto esteso, era più vasto di Bolzano e di Gries, e in un certo senso circondava Bolzano, estendendosi da San Pietro, il quartiere storico presso il Ponte di Sant’Antonio, fino al Colle e dall’imbocco della Val d’Isarco e quasi alla confluenza tra Isarco e Adige. Oggi rimane solo un comune catastale del capoluogo”.
Secondo Lei ci sono delle date simbolo che hanno caratterizzato la storia “moderna” di Rencio?
“Se andiamo in ordine cronologico, penso al 1867 per via della costruzione della linea ferroviaria che collegava Bolzano ad Innsbruck, e gli indennizzi per gli i terreni su cui è stata costruita la ferrovia sono stati una manna per la popolazione; nel 1897 venne fondata la Cassa Rurale di Rencio e Dodiciville e l’anno successivo il Consorzio Elettrico Dodiciville, che costruì la centrale elettrica a Cardano, quella piccolina all’imbocco della Val d’Ega. Contestualmente fu anche realizzato l’acquedotto che portava l’acqua del Rio Ega nelle case”.

Per la Rencio come la conosciamo oggi, riveste una particolare importanza il 1916, che è l’anno in cui fu messo mano alla strada, alla “hoher Weg”, per consentire l’ingresso in città delle truppe in caso di necessità. 1916 è anche la data incisa all’interno di un pentagono, quasi una casa, su uno dei pietroni che ancora oggi costeggiano la strada. Da parte dei prigionieri di guerra serbi e russi impiegati per costruire la strada, i quali evidentemente quell’anno avrebbero fatto ritorno a casa. Di giorno lavoravano alla strada e la sera venivano rinchiusi in una zona recintata all’altezza dell’odierno supermercato Amort.
Significativa anche la data del 10 novembre 1918, in cui transitò per Rencio il primo gruppo di Alpini, in direzione Brennero.
Certo che, ai fini dello sviluppo economico di Rencio, furono importanti gli anni della costruzione della centrale elettrica di Cardano, i cui lavori iniziarono nel 1924 e diedero lavoro a 5000 operai, molti dei quali nei cinque anni di lavori, soggiornavano presso alloggi di Rencio. La centrale, all’epoca la più grande del suo genere in Europa, fu inaugurata nel 1929 e gestita dalla Società Idroelettrica dell’Isarco (SIDI). Oltre alla costruzione di tunnel che portano l’acqua dalla diga all’altezza di Colma fino alle condotte forzate della centrale, era stato realizzato un bacino idrico a monte, che permise di gestire l’irrigazione dei campi a Rencio e Santa Maddalena, contribuendo in maniera determinante al miglioramento qualitativo delle coltivazioni.
(continua)
Autore: Till Antonio Mola