L’amministrazione comunale si appresta a prendere importanti decisioni in grado di mettere finalmente mano alla morsa del traffico. In merito ci sono scelte importanti da compiere, così come a proposito del patrimonio edilizio. Ne abbiamo parlato con l’assessore Stefano Fattor.
// Di Luca Sticcotti
Stefano Fattor è una “new entry” nella giunta comunale di Bolzano, ma non è la prima volta che l’architetto e professore bolzanino entra a far parte del governo del capoluogo. Nella legislatura 2000-2005 è stato infatti già assessore, con diverse deleghe, tra cui quelle importanti all’ambiente e alle società partecipate.
Nei primi mesi della nuova legislatura avviata in piena seconda ondata di pandemia, Fattor è già riuscito a muovere un po’ le acque, rilanciando il dibattito in particolare su due temi chiave per il capoluogo: la mobilità del (prossimo) futuro e il possibile sblocco dell’importante numero di alloggi che resta escluso dal mercato degli affitti. I prossimi mesi saranno cruciali per questi temi, che in un modo o nell’altro toccano da vicino decine di migliaia di residenti e non solo.

L’INTERVISTA
Assessore Fattor, recentemente lei ha mosso le acque in merito al tema delle grandi opere che – si spera nel prossimo futuro – potranno finalmente dare respiro alla mobilità nel capoluogo, da troppo tempo stretta in una morsa. In particolare lei ha rilanciato l’idea di porre la SS12 in galleria invece che la A22.
Quello dell’A22 in galleria è un problema serissimo e se ne parla da tantissimo tempo. Ma anche la proposta della SS12 in galleria, a dire il vero, era stata approvata per ben due volte dal consiglio comunale di Bolzano. Nello specifico, si era deciso all’unanimità di chiedere alla Provincia il posizionamento della SS12 in galleria all’interno di un piano urbano della mobilità che prevedeva un attraversamento della città a forma di omega in grado di abbracciare la città impedendo al traffico di scorrimento di soffocarla. Nella scorsa legislatura, poi, si è cambiata idea sulla base dell’ipotesi che nel giro di 10 anni la A22 avrebbe fatto una galleria che, attraversando il comune di Laives, si inserisse sotto il Virgolo per sbucare a nord di Bolzano. Questo per un costo stimato di 500 milioni, inserito nel piano economico finanziario della A22. Ma tutti sanno che una galleria lunga 10,7 km non costa 500 milioni, ma il doppio. E pochi avevano capito che a fronte di questo investimento dell’A22 la Provincia si impegnava ad acquistare per circa 200 milioni il vecchio tracciato dell’autostrada, trasformandolo in tangenziale di Bolzano e forse anche nella SS12. Quindi – attenzione – l’idea di mettere la A22 in galleria non prevedeva la demolizione dell’attuale tracciato e viadotto.

Quindi lei ha posto la questione: qual è il reale vantaggio per Bolzano nell’avere la A22 in galleria?
Esatto. Attualmente sull’autostrada passano 35mila mezzi al giorno, mentre l’arginale di passaggi ne fa 46mila. Quindi che miglioramento ci sarebbe?
Poi ci sono le tempistiche…
Per la mobilità a Bolzano abbiamo bisogno di una risposta con tempi di realizzazione compatibili con le esigenze della città. Abbiamo capito che per un eventuale spostamento della A22 in galleria ci vorranno 30 anni, ma Bolzano non ce la fa più. Il vecchio piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), poi – oltre ad aver inserito il tram che è saltato – non considerava ad esempio una cosa fondamentale, ovvero l’areale ferroviario, che invece sicuramente vedrà i cantieri partire da qui ai prossimi 10 anni. Quando inizierà quel cantiere, ci sarà una movimentazione di 300/400 camion tutti i giorni, con un impatto stimabile in 20 volte quello del Waltherpark. Quando l’areale ferroviario sarà finito, quel concentrato di treni, pullman, pendolari in transito sulla strada nuova sotto Monte Tondo, traffico turistico e commerciale, produrrà uno tsunami di mobilità otto volte più grande dell’impatto causato dal Twenty in zona produttiva. Insomma: non possiamo aspettare, ci vuole una risposta in tempi brevi. E non possiamo più nasconderci la realtà dei fatti.
Sviluppo urbanistico, mobilità e pianificazione del verde devono procedere assieme, com’è previsto dalla legge

I partner per discuterne restano gli stessi: Provincia e A22?
Sì, è con loro che dobbiamo ridisegnare lo scenario noi del Comune di Bolzano, a tutti i livelli: assessorati, consiglio, commissioni, tecnici. E attenzione: i tempi dei finanziamenti ministeriali, che sono molto consistenti, ci impongono di adottare il nuovo PUMS entro la fine di aprile. Altrimenti rischiamo di perdere un anno e non ce lo possiamo permettere. Urge l’approvazione in giunta, per poi affrontare la cosa in Consiglio nel corso di un anno, con tutte le modifiche che saranno necessarie.
Un altro tema di cui lei si è occupato in questi primi mesi di legislatura è quello dell’alto numero degli alloggi sfitti nel capoluogo…
La stima che è stata fatta ci dice che gli alloggi sfitti a Bolzano sono 3290, ma va anche detto che in tutta la provincia sono in totale 28000.
Un’enormità…
Sì, quindi non è un problema solo di Bolzano. E sappiamo che, su 42000 abitazioni, attualmente ben 700 sono recentemente diventatie “alloggi turistici” della rete AirBnB o simili.
Che fare?
Io dico una cosa molto semplice. Perché non puntiamo a sbloccare la percentuale di questi 3290 che sono attualmente fermi per paura di morosità e tempi lunghi di sfratto? A mio avviso si tratta di una percentuale prossima al 15%, ovvero ben 500 alloggi. Esiste una legge nazionale che consente di creare un fondo per le cosiddette “morosità incolpevoli” che finora in provincia di Bolzano non è ancora stata recepita. Questa possibilità è citata in una bozza della nuova legge provinciale in discussione. Ecco: è in questa direzione che occorrerebbe insistere. Per dare un’idea: 500 alloggi sono più o meno quelli presenti nel nuovo rione Prati di Gries. Sbloccando questo numero di alloggi potremmo dare respiro alla città, tra l’altro salvaguardando anche otto ettari di terreno agricolo e risparmiando quattro milioni e mezzo di fondi comunali per le urbanizzazioni secondarie per la realizzazione di un nuovo rione. Voglio anche ricordare che questi 500 alloggi sono già inseriti nella rete stradale cittadina e sono distribuiti sull’intero territorio del capoluogo.
Il piano di sviluppo comunale
La pianificazione della Bolzano del futuro passa attraverso tre distinti settori, tra loro strettamente interconnessi secondo l’ottica del legislatore, ma attualmente suddivisi tra altrettanti assessori nella giunta comunale del capoluogo. Stiamo parlando di sviluppo urbanistico, mobilità e pianificazione del verde, sfere di competenza rispettivamente di Luis Walcher, Stefano Fattor e Chiara Rabini. L’assessore Fattor auspica che prima possibile si avvii una sinergia tra i tre settori, requisito imprescindibile per riuscire in questa legislatura ad armonizzare gli interventi e accrescere la qualità della vita nel capoluogo.
Fattor ricorda che la collaborazione tra i tre settori è di fatto prevista dalla legge e che un utile strumento di lavoro da cui partire potrebbe essere uno studio a suo tempo commissionato dall’ex vicesindaco Baur all’architetto Peter Morello e intitolato “Fabbisogno edilizio e dimensionamento”.