La Reif presso la “Pfleg” di Laives

Per molti secoli il centro economico di Laives è stata la cosiddetta “Reif”, in tedesco “Holzreif” o “Liechtensteiner Reif bei der Pfleg”.
Il grande deposito di legname all’imbocco della Vallarsa era di proprietà del Vescovo di Trento, che lo aveva affidato, come gran parte dei propri averi, ai suoi ministeriali del luogo, i Liechtenstein. Questi si erano avvalsi di un “Pfleger” (curatore), che risiedeva nel castrum inferius, poi denominato “Pfleg” proprio per questo motivo. Il Pfleger si faceva remunerare direttamente dai contadini, che gli consegnavano un tronco per ogni catasta di legname. Esistevano, a Laives, altre due Reif: una presso il maso Aichner, di proprietà dei Conti del Tirolo, e l’altra nell’odierna via Vadena, gestita direttamente dal Comune di Nova Ponente.
Il legname collocato per la commercializzazione presso la Reif proveniva dalla Val d’Ega e dal Monte Regolo, in particolare da Nova Ponente. Se inizialmente gli acquirenti di legna da ardere e da costruzione arrivavano soprattutto dalle zone limitrofe, verso il sedicesimo secolo la Reif di Laives esplose e divenne il punto di snodo di tutto il commercio di legname tra l’Alto Adige e l’Italia, in particolare verso la potente repubblica veneziana. Accanto alla Reif fiorì ovviamente anche il trasporto fluviale sull’Adige, gestito da poche famiglie in virtù di antichi privilegi. I tronchi, riuniti in zattere, scendevano le acque del fiume verso Venezia; con il legname viaggiavano anche persone e molte merci provenienti soprattutto dalla Germania.
Il trasporto dei tronchi dalla Reif fino al porto di Bronzolo era gestito dai “Tschanderer”, veri e propri monopolisti in costante lite tra loro e con gli altri utenti della strada che contribuivano a danneggiare con i loro carichi strascinati.
Per molti decenni tutta l’economia girò attorno a questo lucroso affare: fabbri, carrettieri, osti e molte altre figure professionali approfittarono del gran viavai di merci e persone. Quasi ogni famiglia trovava sostentamento in queste attività e anche gli agricoltori, altrimenti costretti alla pura sopravvivenza, poterono godere di una qualità di vita meno grama.
Oggi della Reif, il cui nome potrebbe derivare da un’antica unità di misura del legname (e non da “ripa” come molti pensano), è rimasto, purtroppo, solo il nome che designa il quartiere a monte del centro. Va comunque rimarcato che proprio qui è probabilmente sorto il primo “villaggio” stabile della zona già nell’età del ferro, come dimostrano i numerosi rinvenimenti di “case retiche” e, non ultimo, del noto tesoretto di Laives.

Autore: Reinhard Christanell