Guido Margheri, presidente di ANPI, ci conduce all’interno dell’associazione e lungo la sua storia di Resistenza e lavoro per il futuro.
Quando nasce ANPI?
ANPI nasce subito dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie ai partigiani che ritennero la loro testimonianza e il loro impegno necessari per portare avanti in modo organizzato i valori che secondo loro avrebbero dovuto essere fondanti della nuova realtà nazionale che stava nascendo. Dal 2006, con l’apertura dell’associazione a nuove generazioni di antifascisti, ANPI si apre anche a nuovi impegni: non solo progetti di memoria, ma anche la formazione di una nuova Resistenza adatta alle nuove epoche storiche e l’appoggio dei movimenti che si impegnano per l’attuazione dei valori fondamentali come la lotta al razzismo e alle discriminazioni.
Quali sono gli obiettivi di ANPI?
Un obiettivo è quello di riuscire a creare e mantenere la coscienza per cui non si può discriminare — per genere, presunta razza, orientamento sessuale ecc. — e ricordarsi che essa è la base di una società civile. L’altro grande valore è quello della pace: non rassegnarsi all’idea che la guerra sostituisca il dialogo, serve che la politica diventi quotidiana nelle nostre teste e non soltanto nelle nostre vite. Sono dei valori non negoziabili che non posso-no dipendere da maggioranze e minoranze perché sono l’essenza stessa della civiltà.
L’associazione si occupa solo di antifascismo?
No, ANPI cerca di essere una cerniera tra le spinte di movimenti — anche lontani tra loro e da ANPI stessa — e le problematiche odierne come con i ragazzi di Fridays For Future. C’è la volontà di sottolineare i grandi problemi impattanti il presente e il futuro. La crisi della democrazia nasce anche quando le istituzioni ignorano le grandi problematiche attuali.
Come si può definire la Resistenza? E perchè è così importante?
La Resistenza non è solo l’opporsi a qualcosa, è una tensione verso la costruzione di progetti positivi e quindi l’essere antifascista oggi significa questo: avere un progetto di una società più libera e democratica.
Mi viene in mente una citazione di Vittorio Foa che descrive bene l’importanza di questo progetto quando rispose al senatore e storico fascista Pisanò: “Se avesse vinto lei io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, lei è senatore della Repubblica e parla qui con me”.
Per questo 25 aprile ci sono iniziative?
Quest’anno c’è la volontà di mettere in atto un’azione più forte attraverso varie iniziative per ribadire che la Liberazione che si festeggia il 25 aprile non è solo un ricordo, ma è il cuore dell’oggi e del domani, è un patrimonio che deve vivere e che deve condizionare il mondo presente e futuro.
Autrice: Anna Michelazzi COOLtour