Anterivo, un paese all’incrocio di più culture

La provincia è quella di Bolzano, ma la lingua di terra su cui sorge l’abitato di Anterivo è incastonata nella valle di Fiemme. Quindi nel Trentino, con cui il sindaco Gustav Mattivi ha spesso sottolineato la presenza di buoni rapporti di collaborazione. 

“Per noi la Valle di Fiemme è un punto strategico per molte attività, anche quotidiane – rivela il primo cittadino -. Dal 1939 al 1946 siamo stati frazione di Capriana, paese con cui abbiamo lo scambio più intenso: siamo in due provincie diverse, nonostante il fatto che siamo separati da soli quattro chilometri. È stretta anche la collaborazione con Castello – Molina”, spiega il primo cittadino.

Una propria identità nonostante le influenze

Certo, la storia insegna che non occorre per forza essere terre compenetranti per influenzarsi con scambi linguistici, culturali, sociali, anche se rimane comunque un fattore di agevolazione. Ma in questo contesto, Anterivo, a differenza di altri abitati basso atesini divisi da una sottile e storica linea di confine, ha sviluppato una propria identità pur mantenendo, appunto, ottimi scambi con i vicini comuni fiemmesi. E la prima conferma giunge dal comune di Castello-Molina, dove gli alti vertici locali parlano di una collaborazione ancora più attiva dopo la tempesta Vaia, e in generale di una popolazione molto tranquilla ed unita. 

“Io la sto riscoprendo in questi anni, anche con le iniziative fatte dal punto di vista culturale e storico”, spiega mattivi

Nello studio della storia  la chiave per comprendere 

E storicamente? Per saperne di più abbiamo fatto due chiacchiere con Italo Giordani, esperto che ha studiato questa “forse singolare” situazione, per lo meno in regione. Ripercorrendo il suo ragionamento, prima della fondazione di Anterivo, in quell’angolo di regione c’erano già la pieve e la comunità di Fiemme, estese da Moena a Trodena (paese che fino al 1200 contava molti cognomi latini). 

Quando venne fondato Anterivo, come pure Capriana e i paesi della Valfloriana, non poterono entrare a far parte della magnifica comunità ma solo nel territorio della pieve. Quindi, da un punto di vista amministrativo entravano in campo il Principato Vescovile e Contea Tirolese, con le varie giurisdizioni. Quest’ultima, un tempo, comprendeva pure Castello-Molina, Capriana e la Val Floriana. Fra il 1777 e il 1779 c’è stato un cambiamento. Tramite un accordo a tavolino, il principe vescovo di Trento ottenne da Maria Teresa d’Austria la giurisdizione tirolese di Fiemme. E qui emerge il perché Anterivo è geograficamente in val di Fiemme, ma con un’identità per lo più germanica: solo Castello-Molina, Capriana e la Val Floriana vennero staccate dalla contea Tirolese. 

Una frazione che un tempo era un maso

“Come tutte le popolazioni confinanti ci sono stati anche degli attriti documentati nel passato, per motivi di sopravvivenza: un metro in più di terra, voleva dire più cibo”, afferma Italo Giordani. A questa storia si collegano anche i possedimenti odierni della comunità di Rover – Carbonare (frazione di Capriana) di molte terre (boschi) nel comune di Anterivo. E riassumendo alcune considerazioni di Robert Brugger (presidente delle Amministrazioni Separate di Uso Civico trentine), quella che oggi è una frazione, un tempo era un maso della comunità della Val di Fiemme.

Autore: Daniele Bebber