Un mercatino per donare amore e solidarietà

L’Alto Adige non è solo la capitale del kitch natalizio; “quella vera atmosfera” che i turisti infagottati ricercano dopo levatacce al mattino per giungere in pullman nelle località turistiche non si trova solo nelle lucine ammiccanti, nei Glockenspiel che sembrano voler reclamare un altro giro di vin brulé e nei Santa Claus che sorridono dalle vetrine dei negozi del centro. Il Natale, quello puro, si trova nell’amore, quello che offrono piccole comunità come quella di San Giacomo, che nei giorni scorsi ha organizzato l’ormai tradizionale mercatino della solidarietà.

A rischio di voler sembrare banali, cosa c’è di meglio che donare, per celebrare la festa del 25 dicembre? Ed ecco che a San Giacomo, nel parco di fronte alla caserma dei vigili del fuoco, da anni i sodalizi locali allestiscono un mercatino in cui si dona solidarietà. Già, perché qui quello che entra nelle casse viene direttamente investito in donazioni per i meno fortunati. E in cambio ai visitatori viene offerto un programma di intrattenimento interessante. Una delle anime e motori della kermesse è Irene Anesi, una persona davvero attiva nel mondo associazionistico locale.

Irene Anesi, il mercatino di Natale torna a San Giacomo?

Finalmente, direi: due anni fa era saltato causa Covid, l’anno scorso eravamo titubanti, a riguardo, così ci siamo limitati ad addobbare l’albero. Questo è l’anno della ripartenza.

Chi organizza l’evento, chi sono gli attori principali?

Il gruppo teatrale, la Heimatbühne di San Giacomo, di cui sono presidente. Chiamiamo a raccolta il mondo associazionistico, artistico e anche qualcuno del settore commerciale: siamo una grande famiglia. Nelle casette vengono proposti lavoretti artigianali, la maggior parte a tema natalizio, naturalmente, e ci sono anche diversi stand gastronomici. Questa è la prima volta che lo organizzaiamo nel parco, di solito lo organizzavamo nella zona Amonn, dove al momento stanno costruendo un centro residenziale e dove verrà creata la nuova piazza. Chissà, magari al termine dei lavori potremo spostarci lì. 

Che associazioni si possono trovare?

Ci sono le donne rurali, il comitato cimiteriale, il bar e il negozio di ortofrutta che si che si occupano della gastronomia. E poi molte altre associazioni che si occupano del prossimo, come la Lega Fibrosi cistica, che presiedo, o l’associazione Archimede, formata da un gruppo di diversamente abili. Noi riserviamo l’incasso al sostegno dei bambini malati, delle loro famiglie e alla ricerca; Archimede quest’anno sta raccogliendo fondi per acquistare un furgoncino per potersi spostare. Con loro e con i bambini delle scuole elementari di lingua italiana e tedesca abbiamo creato gli addobbi per l’albero di Natale.

C’è anche un programma di contorno? 

Ogni fine settimana abbiamo degli artisti diversi: dal “J & G Duo” (che si esibisce il 3 alle ore 16 e il 4 alle 11) al “Coro Voci di Passaggio” (l’8 alle ore 15), dai “Breeze of sound” (l’11 alle ore 11) al “ChorIssimo” di Frangarto (il 17 alle ore 11) al Coro Regina Pacis (il 18 alle ore 15): insomma, l’intrattenimento non manca proprio.

Pare proprio che ci siano tutti gli ingredienti per un mercatino di Natale in piena regola…

Sì, ma il nostro non è un mercatino “normale”, e non sto solo parlando dello scopo umanitario dell’evento: noi abbiamo voluto coinvolgere l’intera cittadinanza, e tutti hanno aderito, ognuno ha dato una mano: dai collaboratori del cantiere comunale ai vigili del fuoco, dai contadini ai singoli cittadini, tutti hanno aiutato ad abbellire il parco addobbandolo a festa. Vogliamo fare qualcosa per il paese, ci piace l’idea di riuscire a portare le persone fuori di casa: due anni di pandemia ci hanno impigrito, bisogna riscoprire il piacere di stare in una comunità.

Autore: Luca Masiello