La giornata internazionale dell’Alzheimer, svoltasi il 21 settembre scorso, è stata l’occasione per riunire tanti professionisti della cura e della relazione, volontari, familiari di persone con demenza, ma anche direttori di Rsa e amministratori di Comuni che hanno deciso di diventare “Comunità amiche”. Nella sua testimonianza, Roberta Lenzi traccia gli orizzonti e la spinta ideale di questa giornata speciale.
È appena trascorso il 21 settembre, giornata internazionale dell’Alzheimer e Sente-mente, come ogni anno, ha celebrato questo giorno speciale riunendo un gran numero di professionisti della cura e della relazione, direttori di Rsa, volontari, famigliari di persone con demenza e amministratori di Comuni che scelgono di allargare i loro orizzonti e trasformare la cultura del proprio territorio in direzione dell’accoglienza di chi vive con fragilità ed intraprendere il cammino per diventare una Comunità Amica di chi vive con demenza.
Trecento le persone che nel corso della giornata hanno potuto assaporare un modo diverso di approcciarsi alla demenza, mantenendo il focus sulla persona per non perdere di vista i valori fondamentali che restituiscono dignità e rispetto, al di là della diagnosi.
Eravamo presenti anche noi, pronte a riprendere i nostri passi per rinnovare l’intento di creare nei nostri territori di Vadena e Bronzolo, Comunità realmente Amiche delle persone con demenza. Un percorso già iniziato insieme tre anni orsono, che ha subito degli arresti dovuti alla pandemia ma che ha voglia di riprendere il passo per stare accanto alle famiglie che stanno vivendo questa realtà.
Ma… da dove iniziare?
La comunità amica inizia quando nel cuore di ogni cittadino germoglia il seme che riconosce e onora la persona che vive con demenza.
È dunque responsabilità di ognuno guardare ad un familiare, al vicino di casa, ad un concittadino, per come può ancora diventare grazie all’incontro con noi, oltre la diagnosi di demenza. La diagnosi non deve e non può essere una battuta d’arresto alla vita, che con altri presupposti, continua a pulsare.
Una comunità diventa amica delle persone che vivono con demenza quando, cambiando la narrazione, impara un nuovo linguaggio che valorizza la persona, il suo vissuto, la sua storia, i suoi valori. Quando conosce le persone e come percepiscono la realtà che vivono per entrare in relazione con loro e costruire una comunità inclusiva capace di offrire servizi degni di un paese che sa avere cura.
Ascoltare le persone con demenza, credere nelle loro abilità, credere nei loro sogni e desideri e nutrire la Speranza di portarli a compimento condurrà la comunità ad impastare gli ingredienti che aprono nuove prospettive di cambiamento e sgretolano pregiudizio e stigma che oggi ne costituiscono i principali limiti culturali e d’inclusione sociale.
Noi ci crediamo, ma abbiamo bisogno di tutti voi perché questo si realizzi. Nella foto in alto da sinistra: Letizia Espanoli, founder Sente-mente®Modello, Roberta Lenzi. In basso da sinistra: Giorgia Mongillo, sindaca Bronzolo – Michela Baraldi, Coordinatrice infermieristica Distretto Sanitario Laives-Bronzolo-Vadena, – Margot Pizzini, vice-sindaca Bronzolo.
Autrice: Roberta Lenzi