Da oltre sessant’anni l’associazione di volontari “Intercultura” aiuta ragazzi e ragazze a fare l’esperienza di vivere e studiare all’estero per qualche mese o addirittura un anno. Un’occasione d’oro per i giovani, ma anche per le famiglie che li ospitano, che possono così stabilire un contatto vero e quotidiano con persone e culture diverse dalla propria. Lo sa bene Petra Medici Spolaore, insegnante e volontaria di Intercultura di Egna – proprio dalla cittadina della Bassa atesina è partita una delle prime ragazze a partecipare al progetto, facendo un’esperienza Argentina.
Per Petra la decisione di diventare volontaria e di offrirsi come famiglia ospitante è stata un atto naturale, dopo che i suoi figli avevano partecipato al progetto. “Nel 2014 mio figlio è partito per la Cina – frequentava una scuola cinese pubblica, con ben 12 ore di lezione al giorno. L’anno dopo anche mia figlia ha voluto fare la stessa esperienza: nel 2015 ha vinto una borsa di studio ed è partita per il Messico! Era ospite dal governatore dello Jucatan, Patrizio Patron Lavada.” Esperienze arricchenti, che hanno spinto Petra a restituire il gesto. “Ho pensato di fare qualcosa anche io. Ho cominciato provando ad ospitare solo per un fine settimana”. Ogni primavera si svolge infatti un campo primaverile interregionale, in cui è possibile ospitare solo per qualche giorno i ragazzi alloggiati nel nord Italia.
“Alla fine dei quattro giorni ci è dispiaciuto tanto salutare Huan, il ragazzo argentino che era stato da noi. Così, abbiamo accolto Hong, un ragazzo dalla Malesia. E’ stata un’esperienza bellissima”. In pochi mesi Hong, che frequentava l’Istituto Galilei a Bolzano, ha imparato l’italiano e il tedesco e si è adattato perfettamente alla cucina altoatesina, che ha amato da subito. Unica difficoltà iniziale: l’apertura delle porte con le chiavi, perché Huan proveniva da una realtà ipertecnologica, in cui era tutto automatizzato (!).
L’attività di Intercultura non si ferma mai nella Bassa: attualmente ad Egna è arrivato Notis, un ragazzo greco, ospitato dalla signora Edit Pramstahler. Notis frequenta il liceo Carducci di Bolzano. Una collaborazione, quella con le scuole italiane, che funziona molto bene “Ci tengo a sottolinearlo, abbiamo la massima assistenza e disponibilità da parte delle scuole per accompagnare i ragazzi, perché non è scontato”- dice Petra.
Si ricorda che la disponibilità ad ospitare i ragazzi e le ragazze avviene a titolo gratuito e che l’attività si basa tutta sul lavoro dei volontari e delle volontarie di Intercultura.
Si ricorda che gli studenti che vogliono fare l’anno all’estero possono scegliere tra 60 Paesi in tutto il mondo; negli anni, sono ben 45mila gli studenti italiani inviati all’estero, mentre le famiglie coinvolte nell’accoglienza di studenti stranieri sono 28mila.
Negli ultimi 30 anni ha assegnato 20mila borse di studio. Tra le ultime iniziative proposte c’è anche un programma pensato per gli studenti altoatesini di lingua tedesca, che possono frequentare un anno scolastico nel Sud Italia, vivendo presso una famiglia del luogo. Insomma, che sia la Cina o Palermo, l’importante è avere voglia di scoprire luoghi e persone guardando oltre il proprio orticello. Per info basta scrivere a
interculturabz@gmail.com
Autrice: Caterina Longo