Quel palazzo municipale a firma dell’architetto Ettore Sottsass Senior

Fra i Portici della città una struttura architettonica si differenzia dalle altre e non può essere non notata. Si tratta di un blocco monumentale lapideo rivestito in marmo grigio: in questo palazzo ha sede la municipalità meranese. Si denota per l’utilizzo dei materiali, le forme e gli stili ornamentali usati, volutamente diversi rispetto alle architetture adiacenti.
L’ artefice di tale opera è l’architetto Ettore Sottsass Senior. Nativo di Nave San Rocco (Trento – 1892), frequentò la Scuola di Architettura e l’Accademia di belle Arti a Vienna sotto la guida dell’ architetto Friedrich Ohmann.
Dopo la prima guerra mondiale tornò in Italia, dove iniziò a partecipare a diversi concorsi per la realizzazione di edifici pubblici. Il suo primo incarico di rilievo fu proprio la progettazione del nuovo Municipio di Merano. Siamo nel 1928, in piena epoca fascista, e si decide di dare una discontinuità simbolica, rispetto al centro storico meranese. La presenza di tale architettura doveva denotare tutta la forza del nuovo corso della storia, con una rottura netta col passato. Il tentativo tuttavia , effettuato da Sottsass è quello di dialogare invece con esso.
Forte della sua formazione viennese, Sottsass cercò di mettere in contatto visivo la sua struttura con quella vicina del palazzo Principesco e degli altri edifici storici. Il risultato fu un edificio fortemente eclettico, con richiami al classicismo, allo storicismo ed alla modernità. Non un edificio monumentale, come nell’architettura piacentiniana del regime volute per Bolzano, ma un edificio in dialogo col passato.
Non mancò però un tono retorico con la “torre civica”, che caratterizzava all’epoca tutti i municipi, le G.i.l. e le Case del Fascio. Sotto di essa vi è tuttora scolpita la scritta “Anno VII dell’era fascista”… Ma, se gli esterni della architettura municipale sono basati su una architettura puramente formale, diverso è il discorso per quanto riguarda gli interni. Qui , Sottsass sfruttò al massimo le sue potenzialità creative, dando luogo a soluzioni architettoniche moderne ed ormai prossime al razionalismo, visibili in particolar modo per quanto riguarda gli spazi dei vani scala. In quegli stessi anni l’architetto trentino realizzò insieme a Willy Weyhenmeyer lo stabilimento balneare del Lido di Bolzano, uno dei capolavori riconosciuti dell’architettura razionalista a livello europeo.
Trasferitosi a Torino nel 1929, Sottsass collaborò attivamente con gli architetti razionalisti e nel 1931 fu fra i firmatari del Movimento Italiano per l’architettura razionale. Anche nel caso di Sottsass, come per altri progettisti ed artisti, Merano fu la città che diede il via ad una nuova maturazione creativa e concettuale.

Autore: Flavio Schimenti