Risolvere i veri problemi

Nei giorni scorsi ancora una volta in occasione di eventi di cronaca, è toccato al presidente Mattarella e al papa il compito di pronunciare parole sensate per ricondurre i fatti alla loro essenza e richiamare cittadinanza e politica a un atteggiamento finalmente costruttivo e non demagogico, nell’affrontare le emergenze.
Il tema è quello delle proteste dei giovani nelle strade e delle violenze urbane che in alcuni casi si sono verificate, specie nei grandi centri urbani. In merito il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Papa Leone XIV hanno espresso posizioni complementari, condannando fermamente le violenze ma invocando una profonda riflessione sociale sul malessere giovanile piuttosto che una risposta meramente repressiva.
Il presidente ha definito le violenze e le devastazioni nelle città come “inaccettabili”, sottolineando che la sicurezza è fondamentale per il pacifico dispiegarsi delle manifestazioni. Mattarella ha espresso piena solidarietà alle forze dell’ordine, ricordando gli oltre 200 agenti rimasti feriti negli scontri. Ma ha anche evidenziato come le violenze siano arrivate in modo inatteso da “soggetti inediti” (molti dei quali minorenni e giovanissimi). Per questo motivo ha chiesto un’“analisi intelligente e approfondita” e un’attenta vigilanza per comprendere le radici di questo fenomeno, rifiutando un atteggiamento di indifferenza o di “meschina sottovalutazione” del disagio giovanile.
In sintonia con l’allarme sul disagio sociale, anche il Papa ha fatto presente che di fronte alle difficoltà della gioventù “reprimere non serve a nulla”, chiedendo di stringere un “patto di fiducia” con le nuove generazioni. Ha spiegato che dietro gli atteggiamenti duri degli adolescenti si nasconde un profondo bisogno di ascolto: “Sotto la corazza che tanti adolescenti si costruiscono per non soffrire, si cela il desiderio di amare ed essere amati”. Il Papa ha così invitato istituzioni, scuole e famiglie a fare rete per sanare solitudini digitali e sentimenti di inadeguatezza che spesso sfociano in reazioni violente.
Ecco: sarebbe stato molto bello che anche dal resto della politica giungessero parole di saggezza e di impegno, per capire la radice del problema anziché sole reazioni all’insegna della repressione e della condanna. Il presidente Mattarella con le sue parole ha cercato ancora una volta di ricordare che il compito principale della politica sarebbe quello di regolare la convivenza civile, organizzando e amministrando la collettività per garantire sì l’ordine e la giustizia, ma anche – e soprattutto – il bene comune.

Autore: Luca Sticcotti